Piccola con le grandi e grande con le piccole: potremmo riassumere così la stagione dell'Inter che, tranne per un paio di solide eccezioni (l'1-0 rifilato al Barcellona in Champions League e il 3-3 raccolto allo 'Spotify Camp Nou') ha sempre perso contro i suoi simili.
Non proprio l'andazzo migliore per avvicinarsi alla trasferta del 'Gewiss Stadium' contro l'Atalanta, in programma domani ad ora di pranzo: gli orobici, al netto delle due sconfitte consecutive con Napoli e Lecce, restano comunque degli ossi duri da superare, per di più davanti ai propri tifosi.
Una vittoria invertirebbe una preoccupante tendenza e, soprattutto, chiuderebbe l'anno con un sorriso a trentadue denti dopo più di una delusione: contro Milan, Lazio, Juventus, Roma e Udinese sono arrivate soltanto brucianti sconfitte e la consapevolezza di dover fare di più per esorcizzare lo spettro di un mancato approdo alla prossima Champions League.
Nella giornata di ieri, peraltro, è caduto il quarto anniversario dall'ultimo successo dell'Atalanta sui meneghini: un 4-1 che, proprio come per quanto riguarda il prossimo incontro, fu il lunch match domenicale. Dettaglio utile per far partire tutti gli scongiuri del caso.
Un altro passo falso porterebbe il numero dei k.o. a 6, un'enormità se consideriamo di trovarci appena alla quindicesima giornata; e poi al rientro dalla sosta ci sarà l'esame contro la capolista Napoli, il più duro di tutti per il quale nemmeno la cabala (sono quattro le vittorie di fila a San Siro contro gli azzurri in Serie A) potrebbe dare una mano.
Insomma, per invertire la rotta servirà l'Inter che finora ha spadroneggiato con le cosiddette 'piccole': solo con quello spirito si potrà sperare in un risultato positivo a Bergamo, ultima tappa di un 2022 vissuto nei panni di un Golia forte solo contro i Davide.




