Gli mancava solo la Bundesliga per poter dire di aver giocato in tutti i Top 5 campionati europei di calcio: con il trasferimento all'Hertha Berlino avvenuto in estate ha centrato anche questo obiettivo.
Strana, stranissima la carriera di Stevan Jovetic: un potenziale enorme quasi sempre non sfruttato a pieno e la sensazione di aver visto solo un pizzico del suo talento, a folate.
Peccato, a rifletterci su più e più volte: arrivato alla Fiorentina dal Partizan sembrava fossimo di fronte a un talento costantemente in rampa di lancio e pronto a spiccare il volo. Poi il trasferimento al Manchester City tra le polemiche e il famoso "Where's Jovetic?" che ha caratterizzato la sua esperienza in Inghilterra.
Il ritorno in Italia, all'Inter, nel 2015, era partito nel migliore dei modi: 3 reti nelle prime 2 gare con la formazione di Roberto Mancini e tanti applausi, non ripagati dalle prestazioni dei mesi successivi. Gli infortuni e la mancanza di costanza che ha sempre caratterizzato le sue esperienze hanno segnato anche quella in nerazzurro, terminata nel 2017, quando a gennaio si è trasferito al Siviglia.
Dalla Spagna alla Francia, nell'estate successiva: al Monaco tanti problemi fisici, ma un rendimento più costante quando ha visto il campo.
Quindi eccoci al presente: "Jo-Jo" veste attualmente la maglia dell'Hertha Berlino insieme a due ex Serie A, Ishak Belfodil (suo compagno di reparto) e Kevin-Prince Boateng (e in panchina Krzystof Piatek).
Pronti, via ed è subito goal all'esordio nella sconfitta contro il Colonia per 3-1: poi un digiuno durato 3 mesi e il ritorno alla rete il 7 novembre contro il Bayer Leverkusen. Durante la sosta per le Nazionali ha contratto il Covid, che gli ha fatto saltare la sfida contro l'Union Berlino, tornando in campo contro l'Augusta.
In questo weekend, poi, la doppietta contro lo Stoccarda: decisiva, tra l'altro, per il 2-2 finale. Sotto di 2 goal, la formazione di Korkut si è aggrappata al montenegrino che non ha deluso le attese. Terzo centro negli ultimi 3 match disputati in Bundes e un rendimento ottimo.
Non sappiamo ancora se a 32 ci troviamo di fronte all'ennesima rinascita di Jovetic: è sulla buona strada, però. Ed è già qualcosa.




