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Guglielmo Stendardo Atalanta Serie AGetty

Stendardo docente universitario: "Il calcio è una parentesi"

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Avvocato nel 2014, docente universitario nel 2018. Il calcio è ormai soltanto un ricordo per Guglielmo Stendardo. Dopo il ritiro annunciato nello scorso febbraio, quando vestiva la maglia del Pescara, il 37enne difensore si è dedicato appieno alla sua nuova vita giuridica.

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Ora l’ex centrale di Lazio e Atalanta è un docente universitario di Diritto dello Sport, assistente del professor Lubrano alla Luiss di Roma. “Ho iniziato a studiare a Genova, poi ho dovuto interrompere e ho ripreso a Roma fino a laurearmi” ha raccontato a ‘Gianlucadimarzio.com’, ripercorrendo il proprio percorso accademico. “Non credo di aver fatto nulla di eccezionale, ho fatto quello che dovrebbe fare ogni ragazzo. Cioè studiare, apprendere e formarsi” ha aggiunto.

Un percorso programmato già da tempo, perché “il calcio è una breve parentesi”, ha spiegato Stendardo: “Dopo il calcio la vita continua, bisogna farsi trovare pronti. Già a 7 anni mio padre ci teneva molto che io studiassi, mi ha fatto capire la precarietà del mondo del calcio”.

Stendardo ha poi parlato della sua carriera da professore universitario, iniziata dopo il ritiro e dopo la nomina ufficiale da avvocato ad aprile: “Trasmettere agli altri quello che hai appreso negli anni è un piacere, ma il mio obiettivo è quello di tutelare i diritti del calciatore a 360 gradi. Ho vissuto la vita dello spogliatoio e so cosa significa”.

Il calcio è un mondo particolare: il business supera qualsiasi valore – ha spiegato il 37enne – ma la conoscenza è fondamentale, attraverso lo studio si può crescere in ogni aspetto. E’ un peccato che nel calcio non si dia molta importanza alla conoscenza, perché è un mondo che potrebbe veicolare valori edificanti”.

I calciatori laureati sono pochi, ma in tanti si sono interessati a ciò che ha fatto Stendardo, soprattutto diversi ex compagni di squadra: “Hernanes era molto curioso. Così come anche Nedved e Chiellini, con cui mi confronto spesso”.

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