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Darijo Srna Cagliari Sassuolo Serie A 08262018Getty Images

Srna, messaggio a Mandzukic: "Sabato non ti faccio toccare palla"

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Da leggenda nello Shakhtar a leader nel Cagliari, dalla Champions League alla zona salvezza in Serie A. Darijo Srna con le difficoltà è però abiutato ad averci a che fare. Non solo per l'infanzia difficile in Croazia, nel pieno della guerra, ma anche per il caso di doping che lo ha visto coinvolto l'anno scorso.

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"L’ho provato alla Wada, sono innocente. E infatti ho avuto la pena minima, 17 mesi, fossi stato davvero colpevole avrei avuto una squalifica molto più lunga" , ha dichiarato il terzino croato alla 'Gazzetta dello Sport'.

Quella squalifica gli è costata anche l'addio allo Shakhtar dopo 15 anni, ma il presente di Srna al Cagliari ha riportato la serenità:  "Il Cagliari è l'unico club che mi ha veramente voluto. E il presidente Giulini mi ha voluto come sono. Gli amici mi dicono, 'Darijo, ma ti rendi conto che la gente paga per vivere in Sardegna e invece ti pagano per stare lì?'".

In Ucraina, nella regione del Donbass, la vita era diventata sempre più difficile a causa della guerra: "Uscivamo e non vedevamo niente, non cadevano bombe intorno a noi. Ma la gente del Donbass soffriva e gli ultimi 4 anni sono stati difficili. Tanti voli da prendere, giocavamo sempre fuori casa. E il calcio senza tifosi non esiste".

Domenica Srna giocherà la nona partita con la maglia del Cagliari dopo il rientro dalla squalifica e l'addio allo Shakhtar. Affronterà la Juventus e in particolare il suo amico Mario Mandzukic: "Con Mario ci sentiamo spesso. Mi ha detto che sabato vuole giocare a sinistra e io gli ho detto: 'Peggio per te, non ti farò toccare palla'" . Poi sui bianconeri ha aggiunto: "Credo che la Juventus abbia il passo per vincere la Champions, e di certo il campionato. Non c’è solo Ronaldo, ma tanti altri giocatori chiave: Chiellini è il numero uno in Italia" .

A proposito di Italia, Srna sponsorizza anche i compagni di squadra per la Nazionale: "Pavoletti è un grande attaccante: non mi permetto di entrare nel mestiere di Mancini, ma meriterebbe una chance in Nazionale. Vi manca il bomber? Eccolo. E Barella in un paio d’anni diventerà il leader degli azzurri".

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