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Luciano Spalletti Roma Serie AGetty Images

Spalletti preoccupato dal calciomercato: "Rischiamo di non arrivare a 11 giocatori"

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La Romatorna da Udine con i tre punti preziosissimi in chiave classifica ma non tutto è andato per il verso giusto nel pomeriggio friulano, come peraltro ammesso candidamente anche da Luciano Spalletti.

"Quando si giocano le partite quello che diventa fondamentale è avere una continuità di atteggiamento durante la gara. Se ti capitano 2 o 3 occasioni e le sbagli tutte gli avversari trovano coraggio. Cambiano un po’ degli equilibri. Se c’è un punto da analizzare bene erano quei momenti del secondo tempo dove abbiamo affrettato troppo, senza gestire", osserva a 'Premium' Spalletti.

Udinese-Roma 0-1, la cronaca

Quindi il tecnico giallorosso sottolinea: "Anche oggi i giocatori sono stati tosti. La partita l’hanno cominciata bene, hanno dettato subito la legge di chi vuole portare a casa il risultato con forza. Nel secondo tempo non abbiamo ragionato da squadra matura, è l’unico punto. Perché è una vittoria meritata, contro una grandissima squadra".

La preoccupazione più grande di Spalletti, come ammesso ai microfoni di 'Sky Sport', riguarda invece il calciomercato: "Feghouli è dura.. Per ora stanno lavorando però noi riusciamo come oggi a sopperire a una rosa ridotta. Il problema verrà a febbraio nei 40 giorni con 11-12 partite.

In quel periodo può capitare che tra infortuni e squalifiche non si arrivi neanche a 11 giocatori. Io sto con la società e mi fido del loro lavoro senza chiedere niente. Certo che se poi si vendesse qualcuno per far cassa e non reinvestire i soldi potrei dire qualcosa, ma è l'unico motivo. Se si vende qualcuno per rientrare nei parametri, è giusto che lo si faccia".

Il tecnico poi si sofferma sulla prestazione di Fazio: "Noi abbiamo trovato degli equilibri con questi tre centrali forti fisicamente. Avevano contro calciatori forti dal punto di vista del contrasto e della palla buttata. I due braccetti devono aiutare a stanare il centrocampista avversario. Oggi Manolas e Jesus erano i due braccetti".

Spalletti dunque spiega il cambio di El Shaarawy con Totti: "Io tutelo tutto, ma se non porto a casa i tre punti tu devi venire con me all’aeroporto. Si fanno le seghe mentali a chi tu vuoi, tutte le carezze a chi ti pare, gli si dice bravo, poi negli uno contro uno c’è da stoppare palla e passare sopra, scardinando la fase difensiva dell’avversario.

Stephan ha fatto una buona partita, poi c’era da gestire un po’ di più la palla, entrando nell’ordine di idee di farli faticare se la vogliono prendere loro. Siamo andati a perderla troppe volte. Ho messo Totti perchè lui è maestro in questo, scarica di responsabilità la squadra".

Infine non poteva mancare una battuta su Dzeko che oggi ha falitto il rigore del possibile 0-2: "A me sta bene così, anche se ogni tanto è un giocatore molle. Lui continua a coccolarsi quando fa due goal, invece ne poteva fare quattro. E’ un giocatore non cattivo che tende ad accontentarsi".

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