Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del big match di Serie A contro l'Inter.
"Sarà una partita con due squadre alla ricerca della vittoria, è chiaro che loro saranno in campo con una conformazione geometrica diversa dalla nostra, sono bravi con quei due tutta fascia. L’Inter è una squadra fortissima".
Sulla defezione dell'ultimo causa Covid-19 di Matteo Politano, l'allenatore azzurro non sembra fare drammi né cerca scuse che possano andare a inficiare la prestazione.
"Che possa succedere qualcosa all’ultimo momento, fa parte delle difficoltà della stagione. Nelle prime due partite di campionato, abbiamo giocato senza Demme, Zielinski e Anguissa.
Abbiamo giocato con tre giocatori di numero a centrocampo e si è fatto quel che si doveva fare ugualmente. È un modo di ragionare non corretto pensare che senza un giocatore andiamo a fare meno di quel che dovremmo fare".
Per quanto riguarda il suo ritorno a San Siro, per la prima volta da avversario dopo il biennio nerazzurro, Spalletti
"Io quando vado via guardo se ho lasciato i conti migliori e se ho vinto anche qualche partita, le cose vanno di pari passo, non mi paragono ad altri. Ognuno gli dà il taglio che vuole, in base alle amicizie ed ai contatti che si hanno.
Io ho finito all'Inter con la difficoltà di gestire quel momento, tutto quello che veniva fuori, ma non ho dato colpe o vantaggi a nessuno del quarto posto, ho finito e sono andato a casa. E' chiaro che poi si fanno le valutazioni in base a ciò che ha a disposizione, se uno può spendere 240mln di euro di stipendi totali, non è la stessa cosa di 100 e si prendono giocatori dai club inglesi abituati a vincere e non come prima.
Un ringraziamento però il tecnico l'ha voluto mandare ai tifosi interisti.
"L'esperienza mi ha dato tanto, ringrazio i tifosi al di là del trattamento che mi riserveranno, anche i calciatori che mi hanno seguito in tutto e che continuo a sentire diversi con stima. Vado orgoglioso anche di aver ridato forza alla conformazione della pinetina, dai giardinieri che mi hanno dato la profondità, forza alla cappella in onore del papà di Massimo Moratti, momenti ed emozioni belle".
Infine in conclusione di conferenza un pensiero anche ai supporter del Napoli, accorsi in tantissimi a caricare la squadra prima della delicata trasferta milanese.
"Abbiamo una città dietro che freme, mi ha detto Santoro che alla partenza ci saranno 1000 persone per salutarci, si sente che la vivono così anche se rimangono a casa, ma organizzano da giorni per essere tutti insieme, è una roba che ci deve per forza far riflettere sul nostro comportamento, chi non la sa riconoscere è segno che non sarà mai fiero".




