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Luciano Spalletti Inter Napoli Serie AGetty

Spalletti carica il Napoli: "Siamo a un bivio: essere ricordati come eroi o essere dimenticati"

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La brutta sconfitta col Barcellona che ha sancito l'eliminazione dall'Europa League è una ferita aperta per il Napoli, a cui è rimasto il solo palcoscenico del campionato come vetrina: in caso di vittoria contro la Lazio, Insigne e compagni aggancerebbero il Milan in vetta e sorpasserebbero l'Inter (che ha sempre una gara da recuperare).

Consueta conferenza stampa della vigilia per Luciano Spalletti, che ha presentato i temi della sfida ai biancocelesti.

"Quella Scudetto è una bella bagarre. Può diventare una giostra bella e crudele per animi forti. Siamo a un bivio: dobbiamo decidere se essere dimenticati velocemente o rimanere nella testa del napoli ed essere ricordati come eroi".

Spalletti ha poi parlato delle condizioni di alcuni dei suoi giocatori, tra cui Osimhen e Anguissa.

"Osimhen sta molto meglio delle partite che ha giocato, sta molto bene dal punto di vista delle possibilità di giocare 90 minuti questa partita. Lobotka lo portiamo, ma vedo difficile che parta dall'inizio. Lozano si sente molto meglio e sostiene che sia stata la decisione giusta quella di non operarsi, Anguissa ha ancora bisogno di questa settimana e di valutare con esami clinici l'eventuale ripresa".

Sfida simbolicamente importante, quella contro la Lazio di Maurizio Sarri, il grande ex.

"La partita contro la Lazio di Maurizio Sarri ha un peso particolare: anche per il fatto che lui abbia fatto giocare la squadra un calcio mai visto qui. Il ricordo ritorna, ma poi è un avversario, è una squadra che gioca un buon calcio e che come già è successo il Napoli può metterla in difficoltà. La soluzione è sempre la stessa: riuscire a essere il Napoli".

L'obiettivo è fissato, per il tecnico azzurro, che mette in guardia da possibili scivoloni.

"L'obiettivo del piazzamento Champions non è ancora centrato: restare agganciati all'idea di vincere lo Scudetto o il guardarsi alle spalle, perché non è centrato niente, è sempre la stessa strategia. Ovvero quella di vincere più partite possibile e andare in campo per i tre punti. Appagamento? Appagamento non ci può essere: è una roba bruttissima quella alla quale si sta alludendo qui. Se se ne accorge De Laurentiis entra e ribalta tutto".

Infine un pensiero sulla situazione tra Ucraina e Russia, visto il suo passato allo Zenit.

"Il sentimento generale è che non conosco le cause che hanno portato a una situazione così drammatica, ma nessun motivo può essere valido per costringere persone a essere profughi per il mondo e rischiare di essere schiacciati dalle bombe. La cosa che crea disagio è pensare ai bambini che si trovano a lasciare le loro camerette e a dormire sotto i ponti in giro per il mondo. Questo ti fa pensare che non c'è mai motivo di fare la guerra".
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