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Luciano Spalletti Empoli NapoliGetty Images

Spalletti sull'addio di Mertens al Napoli: "Non sono stato io a non volerlo"

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E' un Napoli che ha cambiato decisamente volto quello che si presenta ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie A. Gli addii dei vari Ospina, Koulibaly, Insigne e Mertens fotografano un ricambio generazionale in atto in casa partenopea.

Un processo di ringiovanimento che deve per forza di cose combaciare con una sostenibilità finanziaria che garantisco un futuro solido al club, come spiegato dal tecnico Luciano Spalletti nel corso di un'intervista al 'Corriere della Sera'.

Non manca una punta di rammarico per il clima venutosi a creare attorno alla squadra:

"Adesso punto e a capo. Senza confronti con lo scorso anno. Si è chiuso un ciclo importante, con giocatori che hanno fatto la storia e apriamo insieme un’altra pagina. Il nuovo Napoli vira nella direzione dei giovani forti, nel ridimensionamento degli ingaggi e nella filosofia della sostenibilità. Attorno a noi avverto scetticismo, mi dispiace. Perché ce la stiamo mettendo tutta per farci trovare pronti. Grazie a un mercato che, entro certi confini, sia funzionale alle nostre esigenze.".

Spalletti torna sull'assalto fallito a Paulo Dybala.

"Dybala non è arrivato, sento dire qua e là. Il tentativo è stato fatto dalla mia società, poi devi fermarti quando ci sono gli steccati. Questo non ci deve far sentire da meno".
"Tutte le squadre di vertice, e oltre alle milanesi e alla Juventus si sono aggiunte anche Roma e Fiorentina, si sono rinforzate in maniera significativa. Noi facciamo il nostro percorso sapendo che questo sarà un campionato anomalo e dunque strano per tutti. Le partite si giocano in campo non fuori. Vediamo, intanto il mercato è ancora lungo".
"Stiamo lavorando su un terreno già molto fertile: Kim, Kvaratskhelia si sono messi a disposizione e mi sembrano ricettivi. Lo sono tutti, anche i reduci dello scorso anno. Resta da vedere, strada facendo, quanto saranno stati bravi a recepire i contenuti che io e il mio staff proviamo a mettere in campo. Poi, non è mica finita qui".

Un nome spendibile per rinforzare l'attacco potrebbe essere quello di Giacomo Raspadori.

"Rispondo che non è un mio giocatore, che è un ragazzo che avrebbe tutte le caratteristiche per darci una mano. Giovane, forte, versatile in tutti i ruoli dell’attacco, intelligente e soprattutto educato. Ha personalità, e noi ne abbiamo persa un po’ nel passaggio da un ciclo all’altro. Vediamo, con lui saremmo nella giusta direzione. Sarebbe il sostituto naturale di Mertens".

Tra le partenze illustri, il tecnico di Certaldo spiega proprio la separazionecol belga.

"Chiariamo: non sono stato io, non è stato il club a non volerlo con noi. Mertens avrebbe potuto darci una grande mano. Ma la società gli ha fatto una proposta e lui non ha accettato. Mi tengo fuori da queste dinamiche, ed è giusto così".

Sul rapporto col presidente Aurelio De Laurentiis.

"Diretto, frontale. E dunque vero. Per incontrarci a volte sono necessari compromessi caratteriali: a volte abbozzo io, altro volte lo fa lui. Siamo due persone forti".

Spalletti difende a spada tratta il lavoro svolto nella sua prima stagione sulla panchina azzurra:

"Non sembri strano, ma è la natura ad unire me e Napoli. La passione per il calcio è viscerale, unica. Ma ci sono momenti e momenti e non è che se si fa un campionato ad alti livelli, rompendo anche il clima di depressione che ho trovato quando sono arrivato, poi se non vinci lo Scudetto non hai fatto nulla, anzi per qualcuno ho fallito. Siamo riusciti a fare grandi cose, con quasi mezza squadra con il contratto a scadenza. Io leader? Sono i giocatori che devono esserlo. Osimhen è uno che può diventarlo. Ci punto".

La griglia Scudetto dell'allenatore toscano, è presto tracciata.

"Dove colloco il Napoli tra Milan, Inter, Juve e le altre? Tra queste, siamo pagati per produrre risultati. E ci proveremo. Non esiste una squadra forte sulla carta, le squadre sono tante cose insieme. Noi dobbiamo essere bravi a sopperire a qualche limite con la personalità e il gioco".
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