La Roma si è ripresa Chris Smalling dal Manchester United, ma stavolta l'inglese è arrivato nella Capitale per restarci. Acquisto a titolo definitivo col brivido, fatto di documentazione inviata fuori tempo massimo e caos telematico: allarme poi rientrato, e che ha sancito il ritorno del centrale in giallorosso.
Il passaggio in pianta stabile di Fonseca al 3-4-2-1, fa di Smalling - già certezza nella passata stagione - il pilastro su cui poggerà la retroguardia voluta dall'allenatore portoghese. Ma alla luce di ciò, dubbio nasce spontaneo: chi lascerà il posto al britannico tra Mancini, Kumbulla e Ibanez?
Partiamo da Gianluca Mancini, arrivato lo scorso anno dall'Atalanta e capace di prendersi la Roma con talento e personalità. In diverse circostanze schierato addirittura mediano, l'ex orobico ha convinto nella stagione del grande salto. Difficile immaginarlo in panchina.
GettyDa Mancini a Marash Kumbulla, colpo estivo a sorpresa della Lupa: 30 milioni al Verona e una delle note più liete del Verona di Juric alla corte di Fonseca. Classe 2000, Kumbulla è stato un investimento importante su cui risulterebbe strano non voler puntare.
Infine Victor Ibanez, colui che probabilmente ha sorpreso più di tutti il popolo romanista e gli addetti ai lavori: ai margini dell'Atalanta, a gennaio scorso il suo approdo a Trigoria fu accolto da più d'una perplessità. Uno scetticismo che il 21enne brasiliano ha saputo cancellare sul campo, mostrando qualità importanti e un carattere che ha convinto Fonseca a lanciarlo stabilmente tra i titolari.
Con Fazio e Juan Jesus ormai fuori dal progetto, dunque, a giocarsi le tre maglie in difesa saranno principalmente Smalling, Mancini, Kumbulla e Ibanez: se l'inglese appare certo del posto, sarà curioso capire chi rimarrà fuori. Vista la caratura dei protagonisti, però, un 'rebus' tanto complicato quanto piacevole.


