GOALIn Italia abbiamo imparato a conoscerlo come un leader, un guerriero con la proverbiale 'Garra Charrua' tipica dei giocatori uruguaiani: Guillermo Giacomazzi rappresenta, ancora oggi, un pezzo di storia del Lecce, che ha contribuito a portare ad alti livelli su palcoscenici più che dignitosi.
Un feeling talmente coinvolgente con il Salento che lo ha spinto a trasferirsi lì in via definitiva, anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2015: niente ritorno in Uruguay per colui che, attualmente, è secondo nella classifica all time delle presenze col Lecce con 312 gettoni, dietro solo al compianto Michele Lorusso.
Una scelta di vita dettata dall'amore per la terra e il popolo che la abita, ma che avrebbe tranquillamente potuto non esserci se solo diversi anni fa il Peñarol, suo ex club, non avesse sparato alto di fronte all'interesse di una delle big europee più ambite per chi di mestiere tira calci ad un pallone.
Stiamo parlando del Bayern Monaco che, all'inizio del millennio, bussò alla porta della società più titolata d'Uruguay per quel ragazzo di 24 anni destinato ad un futuro brillante in Europa, come poi effettivamente avvenne. Con la sola differenza che il biglietto aereo fu prenotato per l'Italia e non per la Germania.
"Quando giocavo col Peñarol mi voleva il Bayern Monaco, che però si tirò indietro dopo aver ascoltato la richiesta economica del mio club".
Getty Images"Troppi soldi" avranno pensato in Baviera, con conseguente via libera per il Lecce che si assicurò Giacomazzi in tandem con Ernesto Chevanton, una delle tante felici intuizioni avute dall'allora dirigente Pantaleo Corvino, peraltro tornato in giallorosso ad agosto 2020 col ruolo di responsabile dell'area tecnica.
Il resto, poi, è storia, con Giacomazzi lesto a scavare nel cuore dei tifosi leccesi fino a trovarvi posto, ripagando tutto l'affetto ricevuto con goal e - soprattutto - tanti assist per i compagni. Un affetto di cui, probabilmente, al Bayern non avrebbe potuto godere per evidenti motivi ambientali, essendo il Salento molto affine all'Uruguay per la passionalità e il calore offerti dalla gente.
Un'esperienza durata dal 2001 al 2013, con due brevi intermezzi al Palermo e all'Empoli che però non hanno cancellato le gesta salentine e, semmai, hanno alimentato a dismisura la voglia di tornare in una terra diventata col tempo sempre più adottiva.
Oggi, a 45 anni, Giacomazzi è il vice di Daniele De Rossi alla SPAL, mirando ad affermarsi e ritornare in Serie A: proprio come quegli anni d'oro che, in quel di Lecce, tengono al primo posto nella bacheca dei ricordi.


