Pubblicità
Pubblicità
Tomori Giroud Chelsea GFXGOAL

Sfida al passato: Giroud e Tomori alla prima da ex contro il Chelsea

Pubblicità

Il confronto di Stamford Bridge tra Chelsea e Milan rappresenta uno snodo cruciale per i rossoneri lungo il percorso che conduce verso gli ottavi di finale di Champions League.

Tra le molteplici chiavi di lettura della partita più importante di questa prima parte di stagione dei campioni d'Italia c'è anche l'incrocio tra due giocatori rossoneri che fino a poco tempo fa vestivano i colori dei Blues.

Per Fikayo Tomori e Olivier Giroud, infatti, quello di Londra sarà il primo confronto diretto con il proprio passato. Nientemeno che l'ultima squadra in cui hanno giocato prima di sposare a pieno regime il progetto del Diavolo.

Per il difensore inglese, arrivato al Milan nel gennaio del 2021, la piazza londinese ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio. Il suo ingresso nel settore giovanile del Chelsea, infatti, è datato 2005 e fa da prologo ad una lunga scalata - con due titoli di Youth League in bacheca - che lo conduce sino al debutto in prima squadra nel corso del match contro il Leicester, il 15 maggio 2016.

tomori chelseaGetty

Il successivo approdo in panchina di Antonio Conte, però, gli preclude qualsiasi margine all'interno del pacchetto difensivo in dotazione al tecnico salentino e per Tomori inizia un lungo girovagare tra un prestito e l'altro: nei tre anni successivi matura esperienza e minutaggio in Championship vestendo le maglie di Brighton, Hull City e infine del Derby County, dove viene allenato dalla leggenda dei Blues Frank Lampard.

Ai blocchi di partenza della stagione 2019/20, i due si ritrovano al Chelsea ed è proprio il tecnico inglese a stoppare l'ennesimo e ormai imminente parcheggio a titolo temporaneo. Sotto la guida tecnica di 'Frankie' le sue quotazioni sembrano in risalita, ma la luce è destinata a spegnersi molto presto nonostante un contratto fino al 2024: inizialmente si ritaglia spazio a suon di buone prestazioni, ma il minutaggio si riduce sempre di più al punto di relegarlo a semplice comprimario.

A gennaio del 2021, infatti, il ritornello si ripete: Tomori viene ceduto nuovamente in prestito, ma per la prima volta fuori dai confini nazionali. A dargli fiducia è il Milan che lo acquista in prestito con diritto di riscatto. E mai mossa fu più azzeccata.

All'ombra della Madonnina, il classe 1997 esplode e diventa un pilastro della formazione di Pioli con cui vince lo Scudetto, ovvero il suo primo titolo da professionista. Dopo l'affermazione in Serie A è pronto a prendersi la scena anche in Champions League. Farlo contro chi l'ha scaricato forse troppo frettolosamente avrà sicuramente un sapore speciale nel contesto di una sfida dal grande fascino.

 Giroud ChelseaGetty

Dal blu al rossonero. Da Londra a Milano. Storie di cambiamenti, di rilanci e di nuovi traguardi da raggiungere. Lo sa benissimo Olivier Giroud, uno che con la vittoria ha un rapporto estremamente confidenziale a prescindere dalle maglie indossate.

Ogni tappa della sua carriera ha sempre avuto un doppio filo conduttore, quello dei goal (pesanti) spesso e volentieri abbinati alla conquista di trofei. Vera e propria specialità della casa.

Il palmares, dopotutto, parla da solo: ha vinto in Francia con il Montpellier (un titolo di Ligue 1) e soprattutto con la Francia, mettendo le mani sulla Coppa del Mondo nel 2018.

Non ha perso il vizio nemmeno al Milan dove al primo anno ha lasciato un'impronta indelebile sul diciannovesimo Scudetto rossonero, ribadendo una certa attitudine al bottino grosso, in già coltivata nei suoi cinque anni e mezzo all'Arsenal con tre FA Cup e tre Community Shield da spolverare in bacheca, oltre a 105 goal segnati.

Londra, per il numero 9 rossonero, si è poi colorata di blu quando il Chelsea gli ha offerto la possibilità di scrivere il capitolo sin qui più prolifico della sua carriera in termini di caratura dei titoli conquistati: 39 goal a referto, ma soprattutto una Champions League, vinta nel derby tutto in salsa british contro il Manchester City, una Europa League strappata proprio al 'suo' Arsenal e una FA Cup contro lo United in tre anni e mezzo.

Un vincente seriale, dunque. E a Milanello se ne sono accorti subito individuando nel centravanti di Chambery l'uomo giusto per compiere il proverbiale salto di qualità. E anche in questo caso verrebbe da dire mossa azzeccatissima.

Pubblicità
0