Davvero una brutta pagina quella di sabato pomeriggio ad Avellino dove, prima della gara valida per la venticinquesima giornata di Serie B, i dirigenti del Verona sono stati aggrediti da un gruppo di facinorosi.
In particolare ad essere presa di mira è stata l'auto su cui viaggiavano il presidente Setti, un suo amico, Luca Toni e il dirigente Barresi. I quali sono stati anche minacciati. La vettura è stata danneggiata con alcuni calci e i vetri sono andati in frantumi. Tanta paura ovviamente per Setti, Toni e gli altri ma fortunatamente nessuna conseguenza.
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Tanto che il gruppo si è immediatamente trasferito nella caserma più vicina per sporgere denuncia, prima di raggiungere lo stadio 'Partenio' scortato dalla Digos.
Il Verona ha successivamente emesso un comunicato per, ovviamente, stigmatizzare quanto accaduto: "L'Hellas Verona FC condanna con forza il gesto vile ed intimidatorio compiuto da ignoti che, durante il tragitto che separa l'albergo, dove alloggiava la squadra, dal 'Partenio' di Avellino, in seguito ad un vero è proprio agguato hanno accerchiato e danneggiato l'auto sulla quale viaggiavano il Presidente gialloblù, Maurizio Setti, il Direttore Operativo, Francesco Barresi, Luca Toni e un' altra persona diretti allo stadio per assistere ad Avellino-Hellas Verona. Nonostante l'aggressione ed i danni alla vettura, solo grazie ai pronti riflessi del conducente sono conseguiti apparentemente limitati danni fisici per gli occupanti che verranno comunque valutati nella loro entità solo nelle prossime ore.
Episodio deplorevole per quella che dovrebbe essere una giornata di sport ma che invece ha rischiato di trasformarsi in un dramma. L'Hellas Verona FC comunica inoltre che affiderà immediatamente al proprio legale ogni azione a tutela dei propri diritti nonché sporgendo formale denuncia querela avanti le autorità competenti affinché vengano avviate immediate indagini e conseguentemente presa ogni ferma decisione punitiva nei confronti dei responsabili".
Lo stesso Toni ha parlato a 'Sky Sport' a proposito degli attimi di paura: "Episodio davvero brutto. Eravamo in macchina e ci stavamo recando allo stadio, in fila, insieme alla Polizia. Io ero seduto dietro, davanti sul sedile del passeggero era seduto il presidente Setti, alla guida c'era un mio amico".
"Il presidente Setti indossava una sciarpa della sua azienda, un po' gialla e un po' blu ma non quella del Verona. All'improvviso è passato qualcuno accanto a noi e ha visto la sciarpa. Ci hanno aggrediti non perché ci hanno riconosciuti, ma perché, per via della sciarpa, pensavano che fossimo un gruppo di tifosi del Verona".
Toni racconta il momento dell'attacco: "Stavamo andando allo stadio quando ad una rotonda ci siamo ritrovati accerchiati da 14-15 persone. Non si possono considerare tifosi dell'Avellino, nonostante qualcuno avesse la sciarpa verde, perché dopo all'interno dello stadio il pubblico si è comportato in maniera eccezionale. Gli assalitori hanno pensato che fossimo tifosi ospiti e ci hanno aggredito".
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"Una volta accerchiati, hanno cominciato a colpire la macchina con calci, pugni, con qualunque cosa trovassero in strada. Noi eravamo dentro la macchina, quando all'improvviso con un calcio hanno sfondato il vetro della macchina dove era seduto il presidente. Abbiamo avuto molta paura, e in quel momento tutte le schegge sono finite addosso a lui, per fortuna non ha riportato danni.
Con il finestrino aperto, un signore ha lanciato una bottiglia di birra dentro la macchina. Per fortuna Setti è stato colpito sulla pancia, e non al volto dove poteva riportare danni molto più seri".
Le forze dell'ordine? Immobili, con lo sguardo immediatamente rivolto dall'altra parte: "A venti metri c'era un gruppo di vigili. Purtroppo devo dirlo, a'inizio, guardando loro, mi sono sentito protetto, ma invece di venire a darci una mano si sono girati e hanno fatto finta di nulla. Siamo riusciti ad andare via.
E' stato bravissimo il mio amico alla guida che ha trovato il modo per guadagnare una via di fuga. Senza di lui non so come sarebbe finita. È una cosa vergognosa, ho avuto molto paura". Una vergogna totale per i 'tifosi' (tra moltissime virgolette) dell'Avellino e per chi non è immediatamente intervenuto.




