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Sergio Volpi SampdoriaGetty

Sergio Volpi e la corte del Real Madrid: la Sampdoria disse 'no'

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Per tutti è "l'uomo della figurina mancante". Naturale: pensi a Sergio Volpi e, specialmente se sei sulla trentina, non puoi non collegare il suo nome a quei pacchetti di figu di fine anni Novanta, acquistabili assieme alle gomme da masticare, in cui a mancare era sempre lui, sempre lui, sempre lui. Introvabile. Lui come il compare Paolino Poggi. Qualche dente cariato in più, tanta frustrazione per non poter completare la collezione.

Se si parla di Volpi, però, gli aneddoti non mancano neppure nell'ambito prettamente calcistico. Un'onesta carriera da metronomo di centrocampo, 15 stagioni tra Serie A e B, pupillo di Walter Novellino che ha seguito praticamente ovunque: al Venezia, al Piacenza, alla Sampdoria, pure alla Reggina. Ma non molti ricordano quanto accadde - o meglio, sarebbe potuto accadere - una quindicina d'anni fa, quando all'uomo della figurina mancante si era interessato addirittura il Real Madrid. Nientemeno che il club più prestigioso del pianeta Terra.

Tutto vero, tutto confermato. Gennaio 2005, mercato invernale agli sgoccioli. Il Real è alla ricerca di un uomo da piazzare in mezzo al campo e vira le proprie attenzioni su Volpi, colonna portante della Samp (di Novellino, of course). Ma alla fine, nonostante l'affare sembri destinato a concretizzarsi, non se ne fa nulla.

Sergio Volpi

"L'offerta del Real Madrid per Volpi lusinga sia noi che il giocatore, ma l'operazione non si farà. Non dobbiamo nemmeno sederci attorno a un tavolo per parlarne. Volpi è un giocatore essenziale per la Sampdoria e per questo motivo lo consideriamo incedibile".

Parole e musica di Riccardo Garrone, il presidente della Sampdoria. Insomma, niente Volpi per il Real Madrid e niente Real Madrid per Volpi. L'occasione della vita sfuma, il treno dei treni transita e lascia la stazione. Anche se lo stesso giocatore bresciano, naturalmente, più di un pensiero su che effetto avrebbe fatto la camiseta blanca sul suo corpo se l'era lasciato scappare.

"Sono felice dell'interesse, credo che tutti i giocatori sarebbero felici di giocare per il Real Madrid. Tengo i piedi per terra, anche se ovviamente ci penserei. Sono contento che Garrone mi consideri incedibile, ma dall'altro lato sono curioso di capire se il Real mi voglia davvero".

Alla fine tutto si esaurisce in una bolla di sapone, come detto. La Sampdoria non libera Volpi e il Real Madrid deve puntare il mirino su un altro obiettivo. E alla fine lo trova: quel Thomas Gravesen che, nella propria autobiografia, ha svelato che "quando mio fratello mi ha parlato dell'interesse del Real, pensavo intendesse l'Atletico Madrid. Così gli ho risposto che stavo bene all'Everton". Equivoco successivamente risolto, per sua fortuna.

Per quanto riguarda Volpi, il finale di carriera si snoda tra le ultime stagioni alla Sampdoria, il trasferimento al Bologna nel 2008, alla Reggina nel 2009, qualche mese con l'Atalanta e il ritorno al Piacenza, dove Sergio aveva già vinto un campionato di B e dove chiude la carriera. Con un rimpianto mica da ridere: essersi visto negare sul più bello l'opportunità di vestire la maglia del Real Madrid.

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