Quando Luis Mario Milla Alvendiz ha fischiato la fine della gara tra Las Palmas e Fuenlabrada, per Sergio Ruiz è iniziato un vero e proprio incubo. Dallo scorso 3 novembre non ha più visto il campo: anzi, si è chiuso in se stesso, insieme alle sue paure.
Non è semplice quando tutto ti gira contro: quando sei un calciatore e l'unico pensiero che vuoi avere in testa è rivolto esclusivamente alla partita. Al rettangolo verde.
"Lo stereotipo dice che il calciatore professionista è quella persona che sta bene economicamente, non ha problemi: mostrare vulnerabilità può colpirlo".
Lui, spagnolo, dal luglio del 2020 si è trasferito negli Stati Uniti, al Charlotte, diventando il primo acquisto della storia del club, salvo poi ritornare in Spagna, in prestito al Las Palmas: 43 presenze in tutto, praticamente sempre da titolare.
In estate il COVID lo frena, ma a inizio stagione indossa anche la fascia da capitano contro il Girona, in Liga2, alla seconda: al 56' della gara contro l'Ibiza si fa male al piede, un infortunio che gli fa saltare 8 match. Inizia il calvario.
"Non mi sentivo bene, ero stanco. Avevo una strana sensazione: non mi sentivo in me ed ero molto preoccupato", ha raccontato a "El Larguero".
Il ritorno in campo a novembre non ha risolto le cose e per lui si sono aperte le porte della depressione: male silenzioso che divora da dentro.
"La cosa più importante è chiedere aiuto. Dire 'Non so cosa c'è che non va, aiutatemi', dando normalità alla cosa. La gente non ne parla", aggiunge.
Anche l'allenatore del Charlotte, Miguel Angel Ramirez, ha voluto dire la sua sul caso di Sergio Ruiz.
"Il club è pronto a fare ogni cosa per supportarlo: lo accoglieremo quando sarà pronto a ritornare al calcio professionistico".
Sì, perché a causa della depressione Sergio Ruiz è stato costretto a terminare anticipatamente il suo prestito al Las Palmas, a salutare tutti e a tornare negli USA, quando sarà pronto.
"Ognuno di noi affronta le sue battaglie, perché io no? È una malattia che devi sapere come superare. È come un infortunio": spiega il calciatore spagnolo, sperando di rivederlo in campo presto, a sorridere.


