IL VAR logora chi non ce l'ha. Parafrasando una famosa citazione di Giulio Andreotti, possiamo tranquillamente affermare che la presenza della tecnologia, soprattutto in contesti inferiori - e magari dilettantistici, dove i quadri economici non sono paragonabili a quelli propri di palcoscenici più prestigiosi - farebbe decisamente comodo per sbrogliare casi spinosi che, senza i giusti strumenti, sono davvero difficili da valutare.
Non lo era affatto, però, l'episodio avvenuto in Seregno-Brusaporto, gara del girone B di Serie D che ha visto i padroni di casa protestare in maniera veemente nei confronti dell'arbitro per una svista che ha dell'incredibile.
Nel primo tempo della sfida, terminata sul punteggio di 0-0, il signor Silvio Torreggiani della sezione di Civitavecchia non si è accorto del pasticcio combinato dal difensore del Brusaporto, Dario Suardi, reo di aver preso il pallone con le mani all'interno della sua area di rigore per riconsegnarlo al portiere che, soltanto pochi attimi prima, lo aveva agguantato a sua volta con i guantoni prima che oltrepassasse la linea di fondo.
Suardi, forse credendo che la sfera avesse varcato la linea, si è letteralmente sistemato quest'ultima con le mani, col direttore di gara che alla fine ha decretato la rimessa dal fondo nonostante la segnalazione dell'assistente: una situazione grottesca tra le proteste vibranti dei calciatori del Seregno, che l'ausilio del VAR avrebbe sistemato a dovere.
