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Scudetto, Champions League e Pallone d'Oro: Shevchenko ritrova il Milan da avversario

08:00 CET 01/12/21
Sheva vs Milan GFX
L'ucraino affronta il Milan per la prima volta da allenatore del Genoa. In rossonero otto stagioni durante le quali ha vinto tutto.

Andriy Shevchenko e il Milan: un amore rimasto intatto nel corso degli anni. E non poteva essere altrimenti, visto quanto il club rossonero ha dato all'ucraino e viceversa.

Arrivato nell'estate del 1999 a Milano dalla Dinamo Kiev, Sheva impiegò ben poco a far innamorare i suoi nuovi tifosi. Chiaramente a suon di goal. Termina il suo primo anno in Italia con 24 reti, vincendo il titolo di capocannoniere.

Nei primi due anni in rossonero però, non arrivano trofei. Il Milan ha alle spalle i fasti vissuti con Capello e Zaccheroni e si limita a guardare Lazio e Roma esultare per le vittorie dei rispettivi campionati.

Shevchenko è però uno dei punti di riferimento dei rossoneri, destinati di lì a poco a tornare a mettere le mani su una lunga sequela di trofei.

L'ucraino segna reti su reti ed è uno dei leader, forse il più silenzioso, grazie ai quali il Milan torna a vincere la Champions League nel 2003. Il rigore decisivo contro la Juventus a Manchester non può che calciarlo Sheva, che batte Buffon e regala la sesta coppa alla bacheca di Milanello.

L'anno dopo arriva anche il trionfo in campionato. E nei titoli di coda della Serie A 2003/2004 si ritaglia uno spazio importante il suo nome, grazie alle 24 reti messe a segno in 34 partite.

Nel 2005 ci sarebbe anche la possibilità di bissare il trionfo in Champions League, ma stavolta gli undici metri risultano fatali ai rossoneri e a Sheva, che sbaglia il rigore decisivo nella pazza finale di Istanbul contro il Liverpool.

La prima esperienza con il Milan si chiude nel 2006, quando l'ucraino motivò con scelte di carattere familiare la decisione di trasferirsi al Chelsea.

A Londra viene accolto con ponti d'oro, ma i risultati saranno tutt'altro che soddisfacenti. Una condizione fisica non ottimale e il rapporto complicato con Mourinho lo vedranno scivolare in fondo alle gerarchie dei Blues.

In due anni a Stamford Bridge sono poche le presenze e ancor meno i goal segnati. Nel 2008 Sheva ascolta il richiamo del cuore e torna al Milan, riaccolto a braccia aperte da quel tifo che lo ha amato dal primo momento.

A Milano torna però un giocatore svuotato nella motivazione e ancora alle prese con noie fisiche, non in grado di dare quanto aveva saputo fare nel corso della sua prima esperienza.

Nel 2010 un altro ritorno, stavolta alla Dinamo Kiev, lì da dove era partita la sua avventura nel calcio europeo.

Oggi Shevchenko, dopo un quadriennio sulla panchina della nazionale del suo Paese, ha accettato l'offerta del Genoa per sostituire l'esonerato Ballardini.

I risultati per ora non sono positivi (sconfitta contro la Roma e pari senza reti con l'Udinese), ma il suo percorso è ancora all'inizio e si è detto fiducioso di poter migliorare.

Un salto nel buio, spinto dall'amore per l'Italia e dalla voglia di eccellere anche dal bordo del campo dopo anni da protagonista in area di rigore.

Mercoledì l'ucraino ritrova il Milan, per la prima volta da allenatore avversario. Una partita che per sua stessa ammissione non potrà lasciarlo indifferente.

"Per me sarà sicuramente una partita speciale. Non può essere una gara come le altre".

Di sicuro sarà speciale anche per i tifosi rossoneri che riempiranno il settore ospiti del Ferraris.