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Scontri tifosi

Scontri tra tifosi sull'A1, il Napoli: "Si prendano iniziative radicali"

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Un violento scontro ha visto protagonisti alcuni tifosi del Napoli e della Roma nel primo pomeriggio di domenica. I due gruppi sono venuti a contatto, armati di spranghe e bastoni, nei pressi dell'area di servizio Badia Al Pino - nelle vicinanze di Arezzo - la stessa dove nel 2007 è morto il tifoso laziale Gabriele Sandri.

Secondo quanto riferito dall'ANSA riportando le informazioni della Questura di Arezzo, il gruppo di tifosi del Napoli diretti a Genova per il match dei partenopei contro la Samp e quelli romanisti che si stavano spostando in direzione Milano, dove i giallorossi dovevano affrontare il Milan a San Siro, si sarebbero dati 'appuntamento'. Da lì l'inevitabile scontro ravvicinato. Nei tafferugli sarebbero state coinvolte oltre 300 persone, tra i quali si contano diversi contusi oltre a un ferito, rivelatosi non grave e - sempre come fatto sapere dalla Questura - arrestato per rissa aggravata.

I tifosi protagonisti del fatto, una volta cessato lo scontro animato da un fitto e reciproco di lancio di oggetti, sono risaliti sulle rispettive auto riprendendo il proprio viaggio. Le forze dell'ordine sono poi intervenute per ripristinare la situazione. Il contatto tra le due tifoserie ha avuto pesanti ripercussioni anche dal punto di vista della viabilità, portando ad un temporaneo blocco del traffico sull'Autostrada A1 generando circa 13 km di coda.

Il giorno dopo, il Napoli ha voluto fermamente prendere le distanze dagli eventi con una nota ufficiale.

"Il Calcio Napoli condanna fermamente gli atti e i comportamenti di alcuni presunti tifosi, che purtroppo ancora frequentano gli stadi italiani, creando da sempre per i veri appassionati disagi e pericoli. Terrorizzando, come è successo ieri sull'autostrada A1, anche persone che tra l'altro erano completamente estranee a qualunque tifo calcistico".
"L'Inghilterra negli anni '80 ha estirpato i facinorosi dagli stadi rendendo il calcio inglese il più sicuro e spettacolare del mondo, con provvedimenti drastici ma efficaci. Auspichiamo che il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, voglia prendere una volta per tutte iniziative appropriate e radicali".
"Sarebbe ingiusto, per colpa di poche centinaia di individui, vietare le trasferte a tutti. Ma non è tollerabile che persone violente possano viaggiare indisturbate per l'Italia e frequentare gli stadi".
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