Domani il Milan sarà di scena al 'Mapei Stadium' di Reggio Emilia contro il Sassuolo con il chiaro intento di concretizzare un sogno Scudetto mai stato così vicino a diventare solida realtà. L'ultimo e decisivo passo, insomma, per consentire alla formazione di Stefano Pioli di salire sul tetto d'Italia per la diciannovesima volta nella sua storia.
Undici anni dopo l'ultima affermazione a tinte tricolori, i rossoneri intravedono il traguardo, distante soltanto novanta minuti, o se preferite, un punticino soltanto. In quel lontano 2011, infatti, sulla panchina del Diavolo sedeva un certo Massimiliano Allegri, ultimo timoniere capace di portare il titolo sulla sponda rossonera dei Navigli.
Quasi tre anni più tardi, però, fu proprio il fortino di casa emiliana a rappresentare il capolinea per l'allenatore toscano sulla panchina del Diavolo. Per intenderci bisogna riavvolgere il nastro nel cuore dell'annata 2013/2014. Dopo il terzo posto acciuffato per il rotto della cuffia all'ultima giornata nel torneo precedente, il Milan si ritrova a fare i conti con una prima parte di campionato che definire complessa suonerebbe quasi come un eufemismo.
Dopo diciotto giornate, Balotelli e compagni hanno incamerato la miseria di 22 punti e viaggiano già a distanza siderale dalla vetta del campionato. Dopo la sosta natalizia, però, il collettivo rossonero, parzialmente rinfrancato dal 3-0 contro l'Atalanta, si presenta al cospetto del Sassuolo di Di Francesco voglioso di trovare continuità.
E' il 12 gennaio del 2014. E le operazioni, in tal senso, sembrano mettersi subito bene perché le reti di Robinho e Balotelli dopo soli 13' suonano già come una pesante ipoteca sui tre punti. Sembrano, appunto. Perché a squarciare la fredda e nebbiosa serata emiliana ci pensa Domenico Berardi. L'attaccante del Sassuolo - all'epoca dei fatti in comproprietà con la Juve - si abbatte come un temporale sul match e infila Abbiati per quattro volte. Tre nel giro di poco più di venti minuti, prima del punto esclamativo ad inizio ripresa. Uno show inarrestabile che presenta ufficialmente l'attaccante neroverde al pianeta Serie A. Infine arriva il goal di Montolivo, seguito dal palo di Honda e dalla traversa di Pazzini. Palpitazioni finali sfociate nel definitivo 4-3 in favore del Sassuolo.
E' una notte che profuma d'incoronazione, dunque, per il talento nostrano destinato poi a diventare una bandiera del club emiliano. E allo stesso tempo è una notte dai sentori di condanna per Massimiliano Allegri, esonerato il giorno seguente dalla società rossonera e rimpiazzato da Clarence Seedorf.
Morale della favola, un precedente a dir poco infelice che il Milan sogna di cancellare, magari rimpiazzandolo con una serata indimenticabile da custodire nel libro dei ricordi.




