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Sarri, la tecnica e l'altra metà di Roma: cosa può diventare Pedro alla Lazio

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Maurizio Sarri passeggia nervosamente, avanti indietro, scavando un solco sul prato del Baku Olympic Stadium, a 24 ore dalla sua prima finale europea. Mette le mani in tasca, osserva, favorito dall'ombra del cappellino, filtro necessario ai riflettori dello stadio, le possibili trame offerte dal rettangolo verde, in una serata umida come poche.

Nello slalom intriso di riflessione tra un giocatore e l'altro passa tra Olivier Giroud (che affronterà da avversario, quest'anno), Eden Hazard, comodamente seduto sul pallone, e un pensieroso Pedro. Quest'ultimo, in carriera, ha già vinto tutto: ha alzato al cielo tre Champions League, altrettante Supercoppe europee, diversi Mondiali per club. Con la Spagna, poi, i Mondiali e gli Europei: ma l'Europa League no, quella proprio no.

Il fatto che i tre appena citati siano stati i marcatori della sentitissima finale vinta dal Chelsea contro l'Arsenal nel 2019 sa quasi di benedizione: "nel nome di Maurizio", verrebbe da dire, nel segno del "Sarri-ball" che in Inghilterra ha fatto discutere, prima in negativo, poi in positivo.

Pedro Giroud Hazard SarriGetty

Il secondo dei 4 goal rifilati ai Gunners è uno dei più classici movimenti dello spagnolo, impronta tangibile della sua esperienza al Barcellona: viene incontro in diagonale tagliando l'area di rigore, facendosi trovare libero per il passaggio di Hazard.

Di P edro alla Lazio si potrebbe dire tanto, ma la realtà è che da lui in biancoceleste non bisogna aspettarsi quasi nulla: non sono, in effetti, tantissimi i movimenti di mercato tra Roma e Lazio. Lui, però, in questo mondo è sempre stato un'eccezione: tra i più vincenti della storia, sempre in seconda fila. Fondamentale per tutti i club per cui ha giocato, ma comunque non il profilo di riferimento.

Presupposti che ben si sposano, però, con il concetto di "rivoluzione calcistica" operata da Sarri in giro per l'Europa: non che i biancocelesti abbiano rivoluzionato parecchio, anzi. Chi nella capitale si aspettava uno stravolgimento della rosa, con conseguente ringiovanimento della stessa, avrà avuto da ridire all'arrivo di Pedro: poi, però, c'è la realtà, che porta con sè i numeri di un giocatore eccezionale.

Se alla Roma non ha dato quel che ci si aspettava (dopo un buon inizio di stagione, prima di noie fisiche), non vuol dire che alla Lazio debba andare nello stesso modo: forme diverse del gioco impongono riflessioni altrettanto differenti. Con la probabile cessione di Joaquin Correa (bisognerà vedere se in Italia, all'Inter, o all'estero) e l'inserimento di tasselli tra la mediana e l'esterno (si parla di Basic e Kostic), cresce la necessità di giocatori tecnici in avanti in fase di rifinitura.

Pedro Maurizio Sarri LazioGetty

In questo senso Pedro è un maestro dei movimenti senza palla, abilissimo a creare gli spazi per i compagni: con tasselli molto bravi ad inserirsi, in modi del tutto diversi (si passa da Ciro Immobile a Luis Alberto, contando anche Felipe Anderson e Milinkovic-Savic) le qualità dello spagnolo diventano fondamentali per il gioco di Sarri.

Come lo sono state, d'altronde, al Chelsea. Pedro può diventare importantissimo sulla trequarti del 4-3-3, tra il tridente offensivo e lo spazio liberato dalle mezz'ali: e, soprattutto, può abbandonare la "seconda fila" di cui parlavamo prima e diventare leader del gruppo.

Il dilemma dell'età si sgretola presto contro il muro della tecnica dello spagnolo, che nella passata stagione ha messo a segno uno dei goal più belli della sua carriera proprio contro la Lazio, nell'ultimo derby disputato: che poi è anche l'ultima rete siglata con la maglia giallorossa, prima di trasferirsi "dall'altra parte".

Ha giocato in una delle squadre, intese proprio come rosa, più forti della storia (il Barça 2008/09): adesso vivrà la sensazione di un derby diviso a metà, da ex giallorosso e neo biancoceleste. Nello stesso stadio, ma diretto alla Curva opposta: unico nel suo genere, Pedro, anche in questo, nella città "eterna" per definizione, come il suo talento. Al di là dei colori, indiscutibile.

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