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Maurizio Sarri Juventus 2020Getty Images

Sarri dice tutto: "Scudetto con la Juve non festeggiato, il Napoli mi ha cercato"

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Dopo un anno trascorso dietro le quinte in rigoroso silenzio - a seguito del suo licenziamento dalla Juventus - Maurizio Sarri è tornato ufficialmente in corsa sposando il nuovo progetto Lazio, in qualità di erede del partente Simone Inzaghi.

L'ex allenatore tra le altre di Chelsea, Napoli e Empoli è tornato a parlare - 332 giorni dopo la chiusura della sua breve parentesi piemontese -  sull'emittente televisiva di 'Sportitalia'. Il primo passaggio è sullo Scudetto vinto con la Juve, insufficiente per garantirgli la permanenza in quel di Torino:

"Lo Scudetto con la Juve è stato dato per scontato all’esterno e purtroppo anche all’interno della stessa Juventus. Non lo abbiamo neanche festeggiato, ognuno è andato a cena per conto suo. Forse l’anno giusto per andare alla Juve era questo, visto che hanno festeggiato per il quarto posto”.

Nel suo unico anno in bianconero, Sarri ha avuto l'opportunità di allenare Cristiano Ronaldo:

"La gestione di Ronaldo non è semplice, è una multinazionale che ha degli interessi personali da abbinare a quelli della squadra. È una situazione sicuramente difficile da gestire. Sinceramente io mi ritengo più bravo a fare l'allenatore e non il gestore, è una cosa che non mi piace, mi annoia e mi diverto di più in campo".

E sull'eventuale partenza di CR7 aggiunge:

"Dipende dalle esigenze della società, se deve risparmiare sul monte ingaggi devono fare un tipo di scelta. Secondo me meglio rinunciare a un giocatore che 5-6 con lo stesso risparmio".

Chi ha brillato più di tutti nel corso della sua avventura torinese è stato Paulo Dybala, premiato come MVP della stagione 2019-2020:

"Per lui è stato un anno strano, pieno di infortuni. Ma lui è un fuoriclasse, il suo recupero è semplice con quella qualità. Io penso sia arrivato il momento di decidere: o si punta su di lui o lo si cede".

"Questa squadra è inallenabile". Nel corso dell'intervista arriva anche la spiegazione di quella frase pronunciata dopo il suo addio alla Juve:

"A metà ottobre ho fatto una riunione con lo staff, chiedendo di fare una scelta. Andiamo dritto per la nostra strada e andiamo a casa tra 20-30 giorni o scendiamo a qualche compromesso, vinciamo il campionato sapendo che andiamo a casa lo stesso? Abbiamo scelto la seconda".

Dopo il suo esonero la Vecchia Signora ha scelto Andrea Pirlo:

"L'effetto Guardiola ha fatto danni. Un'eccezione è diventata la regola. Gli allenatori giovani hanno bisogno di crescere, altrimenti si rischia di bruciare dei ragazzi solo perché non hanno esperienza".

PS Sarri-Ronaldo

Il neo tecnico biancoceleste ha poi ammesso di essere stato contattato da Aurelio De Laurentiis lo scorso gennaio:

"Non ho preso in considerazione la possibilità perchè non avevo la certezza di poter essere utile in corsa. Non c'erano i presupposti giusti. A tutte le soscietà che mi hanno cercato nel corso della stagione ho risposto la stessa cosa, mettendomi a disposizione per luglio. Se sarei stato disponibile per luglio con il Napoli? Sì. A gennaio la società ha sondato la mia disponibilità".

Sui giocatori allenati nel triennio napoletano una menzione speciale per Higuain, Callejon, Insigne e Mertens:

"Gonzalo è un giocatore particolare, quando si accende diventa un fenomeno, ma se non si accende è difficile. Callejon è determinante per gli equilibri di una squadra, se parlo di Lorenzo mi viene da ridere. Da qualche anno è il giocatore italiano più forte. Non so come mai, ma se sbaglia cinque minuti viene subito messo in discussione. L'altra sera con l'Italia ha fatto un goal che se lo fa qualcun altro lo mandano al tg per sei mesi di seguito. Sono tre ragazzi a cui sono fortemente affezionato. Mertens trasformato centravanti? Gli dissi che poteva fare 18-20 gol, ne fece 28".

Sarri poi torna sul famoso Scudetto perso, secondo il tecnico, nell'albergo di Firenze dopo un discusso Inter-Juventus.

"Tutti quelli che fanno sport sanno a cosa mi riferivo. Poi ci si può costruire sopra qualsiasi sfottò, la realtà è che la squadra ha visto uno spiraglio aperto. Chi ha vissuto quella notte sa a cosa mi riferivo, quando sono salito in camera ho visto giocatori piangere per le scale: c'è stato un contraccolpo feroce, come se fosse finito un sogno dopo quegli episodi discutibili".

Non manca nemmeno lo spazio per un grande rimpianto: il Chelsea.

"Marina ha fatto ostruzionismo per non farmi lasciare il Chelsea. Oggi dico che è stato un errore clamoroso voler tornare a tutti i costi in Italia". Al Chelsea ho fatto un errore clamoroso, quello di voler tornare in Italia a tutti i costi. Marina mi ha fatto un ostruzionismo per lasciare il Chelsea, avevo questa voglia di tornare in Italia. Il Chelsea è una grandissima società, negli anni dopo ha preso tanti giovani adatti a me. Ho vissuto un anno particolare, nel quale Abramovich non poteva entrare in Inghilterra e avevamo un proprietario non presente sul territorio. Una situazione abbastanza difficile, tutto in mano a Marina e aveva mille problemi da risolvere, l'aspetto calcistico era in mano a noi dello staff, non avendo il potere economico a disposizione. Poi sono arrivati Werner, Havertz, Mount, Ziyech: tutti adatti a me e al mio modo di giocare".

Se pensi ai 'Blues' non puoi che pensare anche a Jorginho, pupillo sia a Napoli che a Londra, e che ora sta brillando a Euro 2020 con la maglia dell'Italia:

"Candidato al Pallone d'Oro? Se vincesse anche l'Europeo, è chiaro che lo diventerebbe. È un giocatore raffinato, probabilmente non capibile da tutti. Devi mettergli gli occhi addosso e guardare solo lui in partita. È tanto bravo e intelligente che fa sembrare tutto facile, raramente ti rimane negli occhi qualcosa di spettacolare. Questa è la sua grandezza. Secondo me Jorginho è più adatto a tre che a due, poi è intelligentissimo e si adatta a tutto".

Il presente e il futuro di Maurizio Sarri si chiama Lazio. La stagione dei biancocelesti scatterà sabato con il ritiro di Auronzo di Cadore:

"Nella rosa della Lazio non ci sono esterni alti, qualcosa bisogna cambiare. Io sono visto un integralista, ho giocato per anni col 4-2-3-1, poi col 4-3-1-2, negli ultimi anni il 4-3-3 e mi dicono sempre che sono un integralista. L'unica cosa che mi sono reso conto di non poter fare è la difesa a tre. L'idea di fondo sarebbe il 4-3-3, se poi il mercato porta soluzioni diverse vediamo".

Prima della firma con i biancocelesti Sarri ha ammesso di essere stato vicino alla Roma oltre ad aver allacciato più di un contatto con la Fiorentina:

"Quanto sono stato vicino alla Roma? Non lo so, non ci ho mai parlato direttamente. Secondo i miei agenti abbastanza vicini, però non lo so. La Fiorentina mi ha cercato prima ancora di prendere Prandelli ma ha prevalso l'idea di non subentrare in corsa".

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