Sono passati oltre 6 anni e mezzo, ma il ricordo resta nitido. Roberto Mancini contro Maurizio Sarri, Maurizio Sarri contro Roberto Mancini: teatro della lite l'ormai ex stadio 'San Paolo' convertito in 'Diego Armando Maradona', in occasione di un Napoli-Inter di Coppa Italia.
A Fuorigrotta è una fredda sera di metà/fine gennaio, più precisamente quella del 19 gennaio 2016, nella quale va in scena il quarto di finale del torneo tra partenopei e nerazzurri. Il campo dirà che a superare il turno sarà l'Inter, capace di sbancare Napoli con uno 0-2 determinato dai goal di Stevan Jovetic ed Adem Ljajic, ma a far rumore e a consegnare ad archivi ben più risonanti un match che sulla carta appare 'uno dei tanti' è l'acceso battibecco tra Sarri e Mancini.
Succede tutto al minuto 92, dopo che Ljajic buca la porta di Pepe Reina mettendo in ghiaccio la qualificazione dell'Inter alle semifinali: le telecamere, in pochi istanti, passano dall'inquadrare la festa nerazzurra tra campo e panchina al volto infuriato del Mancio, che si incammina veementemente verso il collega. Sarri a sua volta non resta fermo e reagisce, con un capannello di persone nel mezzo onde evitare un possibile contatto fisico tra i due. Scontro che non avviene, ma la tensione resta alle stelle e si protrae anche nel dopo-partita davanti ai microfoni della RAI.
Per tutti ci si trova di fronte ad una lite improvvisa e dai contenuti misteriosi che ben presto, però, nell'intervista concessa al triplice fischio è Mancini a svelare.
"Il battibecco? Dovete domandarlo a Sarri, è un razzista. Uomini come lui non possono stare nel calcio. Io mi sono alzato solo per chiedere al quarto uomo come mai 5 minuti di recupero, lui ha iniziato ad inveire contro di me urlandomi 'Frocio' e 'Finocchio': se lui è un uomo, sono orgoglioso di esserlo".
"Le persone come lui non possono stare nel calcio, altrimenti non migliorerà mai. Si deve vergognare, ha 60 anni. Il quarto uomo era lì e non ha fatto niente. Poi siamo stati allontanati tutti e due, ma non so perché. La vittoria? Non mi interessa niente, quanto successo cancella tutto. E' una vergogna, in panchina si può anche litigare, ma lui è una vergogna".
"Negli spogliatoi sono andato a cercarlo, mi ha detto 'Ti chiedo scusa', ma io gli ho risposto 'Non mi devi chiedere scusa, ti devi vergognare'. In Inghilterra non avrebbe messo più piede nemmeno in un campo di allenamento".
Una volta sfogatosi e ricostruito l'episodio, Mancini abbandona l'intervista RAI: "Scusate, ma sono un po' nervoso".
Dal tecnico jesino a Sarri, che interpellato riguardo alla vicenda fornisce a sua volta la propria versione.
"Mi ero innervosito per la decisione su Mertens (espulso, ndr), non ce l'avevo assolutamente con Mancini. Ho visto che lui si lamentava per l'entità del recupero, a me sembrava poco: sono cose da campo, dovrebbero finire lì, cose normali. Era meglio non succedesse, ma sono semplici litigate da campo".
"Gli ho chiesto subito scusa, lui era contrariato, penso che domani le accetterà, ma che anche lui si scusi, perché quando si viene a chiederti scusa, da uomo di campo le accetti".
"Non ricordo onestamente cosa abbia detto, ero inferocito e può darsi lo abbia offeso, ma finisce lì. E' stata una litigata da campo durata 10 secondi, lì dovrebbe finire".
"Insulti omofobi? Omofobo mi sembra un'esagerazione, era un insulto di rabbia senza nessun secondo fine. Non ce l'ho con Mancini, mi è scappata una parola perché ero nervoso per l'espulsione di Mertens, che reputavo un'ingiustizia e mi ha fatto perdere lucidità insieme all'entità del recupero".
"Posso aver detto 'Democristiano', posso avergli detto qualsiasi cosa, non mi ricordo, ma non c'è niente dietro. Non tirate fuori omofobia o altro. In campo c'è una tensione che nella vita normale non esiste, una parola di troppo può scappare, lo sanno tutti e tutti accettano le scuse. E' una vita che funziona così, l'offesa in campo ci sta ma dovrebbe finire tutto al fischio dell'arbitro. Perché Mancini si è offeso così? Non lo so sinceramente, per me è una cosa che doveva finire in pochissimi secondi, non so perché sia una cosa uscita fuori dal campo: io non l'avrei fatta uscire, ma accetto che una persona la pensi diversamente".
"Con Mancini mi sono scusato sia privatamente che in pubblico, più di così non posso fare. Domani gli manderò un messaggio per ripetergliele. Lì per lì mi sembrava una normale litigata da campo, con toni nella maniera più assoluta da non usare, ma in campo ho visto e sentito di peggio e sotto stress può succedere. Spero che anche Mancini, a mente fredda, cambi idea".
"Chiedere scusa agli omosessuali? Ma è chiaro, è evidente che non ci sia nessun tipo di discriminazione. Se ho usato quel termine le scuse sono palesi, sotto questo punto di vista non c'è nulla".
La lite tra Sarri e Mancini è un qualcosa che lascia strascichi inevitabili anche nei giorni successivi a Napoli-Inter, culminata con la decisione del Giudice Sportivo: 2 turni di squalifica da scontare in Coppa Italia e 20mila euro di multa per l'allora allenatore azzurro, 5mila euro di sanzione a quello marchigiano.
Nel comunicato ufficiale, ecco i motivi del provvedimento inflitto a Sarri: "Per avere, al 47° del secondo tempo, rivolto all’allenatore della squadra avversaria epiteti pesantemente insultanti; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale e dai collaboratori della Procura federale".
Multa a Mancini, invece, "per avere, al 47° del secondo tempo, uscendo dall’area tecnica, tenuto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’allenatore della squadra avversaria che l’aveva insultato; per avere inoltre, al termine della gara, negli spogliatoi, rivolto al Quarto Ufficiale un’espressione irriguardosa".
Il Napoli, una volta preso atto dello stop a Sarri, dice la sua in una nota.
"La decisione del Giudice Sportivo presso la LNP Serie A di Milano acclara formalmente l’assenza di qualsiasi connotazione razzista ed omofoba nelle parole pronunciate dal Mister Sarri nei riguardi dell’allenatore della squadra avversaria. Conoscendo lo spessore umano e culturale del proprio Allenatore, il Napoli non ha mai nutrito alcun dubbio in merito e ritiene che il pentimento per le parole proferite, manifestato ripetutamente e pubblicamente da Sarri, attesti ancora una volta le qualità personali e la capacità di autocritica dello stesso".
"Escluso pertanto perentoriamente che le parole di Maurizio Sarri potessero essere espresse con spirito discriminatorio si auspica che l’allenatore dell’Inter possa accogliere le scuse più volte manifestate e che le vicende puramente sportive dei rispettivi Club tornino a concentrare l’attenzione dei media e del pubblico".
E l'Inter? Il club nerazzurro, 3 giorni dopo l'accaduto, spegne il fuoco delle polemiche.
"Roberto Mancini e il Club desiderano accettare le scuse presentate da Maurizio Sarri e dal Napoli e auspicano che l'attenzione dei media e del pubblico possa ora tornare alle partite di Serie A e TIM Cup, in una stagione particolarmente avvincente per i tifosi di entrambi i club e di tutte le contendenti ai titoli nazionali".
"F.C. Internazionale conferma il proprio completo supporto all'allenatore Roberto Mancini ed alla posizione etica da lui assunta durante i commenti al termine della partita. Sin dalla fondazione dell'Inter nel 1908 vi è la convinzione che tutti i giocatori, senza distinzione di nazionalità, lingua, religione, condizioni e orientamenti personali e sociali, siano i benvenuti in squadra. Per questo motivo è nata la definizione di Fratelli del Mondo che ancora oggi resta un valore fondamentale per il Club".
"È giunto il momento di tracciare una linea che possa porre fine alle tante discussioni nate durante gli ultimi minuti di gara".
Caso chiuso, come inoltre certificato da Mancini a 'Le Iene' ("Speriamo che sia un buon esempio per tutti") e da un'intervista concessa da Sarri a 'Chi'.
"Io a Mancini volevo colpirlo sul fatto che scende in campo elegante come per un ricevimento. Fighetto volevo dirgli, mica quella roba sul sesso!".
"Penso al mio migliore amico gay, un antiquario fiorentino morto troppo presto, che mi manca molto. Si indignerebbe a sentirmi accusare di omofobia".




