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San Lorenzo-Velez, un rigore 'infinito': Ortigoza entra per batterlo e segna

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Nestor Ortigoza è uno dei giocatori più iconici nella storia del San Lorenzo: suo il rigore decisivo trasformato nel 2014 in finale di Copa Libertadores contro gli uruguaiani del Nacional, prima (e finora unica) affermazione del 'Ciclón' nella prestigiosa competizione continentale.

Oggi l'argentino naturalizzato paraguaiano di anni ne ha 38 (compiuti proprio venerdì), festeggiati con un altro tiro dagli undici metri: stavolta in palio non c'era alcun titolo ma un successo contro il Velez nella Liga Profesional, ovvero il massimo campionato argentino.

Match tiratissimo, bloccato sullo 0-0 fino al 93', quando l'arbitro assegna un calcio di rigore al San Lorenzo: da questo momento passano sei minuti, tempo necessario agli uomini del VAR per confermare la decisione dell'arbitro. Penalty ok, ma manca il tiratore designato.

Sì, perché Ortigoza si trova in panchina e dunque deve fare il suo ingresso in campo per provare a regalare i tre punti alla sua squadra: trascorrono così altri tre minuti fino all'esecuzione, avvenuta precisamente al 102'. Un'odissea.

Ortigoza gonfia la rete, gettando nello sconforto più totale gli avversari, al penultimo posto con soli 19 punti conquistati nelle 23 partite disputate. Ne ha 34 invece il San Lorenzo, dieci in meno rispetto alla capolista Atletico Tucuman: distanza che non consente di fare voli pindarici, ma che non può eliminare la gioia per un rigore segnato al 102' da uno degli uomini più importanti della storia ultracentenaria del club.

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