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Rudi GarciaGetty Images

Rudi Garcia e il no alla Fiorentina: "Non mi interessa una squadra che non è in Champions"

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Le dieci vittorie di fila, il violino, la chiesa al centro del villaggio. Rudi Garcia non allena la Roma ormai da un bel po', ma il suo ricordo non è mai completamente svanito. Anche perché il suo arrivo in panchina coincise con la stagione della rinascita dopo qualche anno buio, tra bel gioco e un filotto iniziale di vittorie rimasto nella storia della Serie A.

Ma non è solo della Roma che Garcia parla in un'intervista al 'Corriere dello Sport'. Perché il francese è ancora senza squadra dopo aver portato il Lione in semifinale di Champions League un paio di stagioni fa, e chiedersi il motivo viene naturale.

"Ho fatto questa scelta anche se ho avuto tante proposte - spiega - anche da una squadra che partecipa alla Champions. Ma erano proposte interessanti solo economicamente, o senza il supporto di un programma giusto. Aspetto un progetto in Inghilterra o in Spagna, che sono le mie priorità, poi ovviamente anche in Italia o Francia.

La Fiorentina? Mi avevano cercato tanti club, ma non mi interessava andare in una squadra che non gioca la Champions o che non può raggiungerla, non è nei miei piani. Sono diventato esigente, adesso è così".

E poi, ecco l'argomento Roma. E quei dieci successi di fila che, per qualche settimana, illusero il popolo giallorosso di poter strappare lo Scudetto alla Juventus.

"Sono legato a quel ricordo. Ho in mente tutte le dieci vittorie, anche l’undicesima a Torino, dove dovevamo vincere. Ricordo anche la decima, contro il Chievo, faticammo e il goal di Borriello arrivò alla fine. Ricordo ognuna di quelle bellissime vittorie. Avevamo una squadra che aveva voglia di riscattarsi, una squadra tecnica, completa, con tanti guerrieri. Fu una grande stagione. A Roma mi è mancato solo una vittoria, il primo anno ci eravamo vicini".

L'anno successivo, ecco il celebre episodio della sviolinata dello Stadium, in un contestato Juventus-Roma 3-2.

"Eravamo avanti, poi la Juve segnò il goal del pareggio ma c‘era fallo su Benatia. Fu un gesto istintivo, io ho sempre difeso i club dove ho allenato. In quel caso non ho sopportato un’ingiustizia, una grande ingiustizia. Un gesto elegante? Lascio a voi l’interpretazione".

Rudi Garcia Juventus Roma Serie AAFP

Garcia ha avuto alle proprie dipendenze Francesco Totti. Riuscendo a gestirne gli ultimi anni della carriera, diversamente da Luciano Spalletti.

"Il Capitano era ancora un grande giocatore, è sempre stato un fuoriclasse, prima di me, con me e dopo di me. Uno come Francesco non lo avevo mai incontrato. Vede tutto prima degli altri, nessuno è come lui. Ha un tiro formidabile. Sono molto fiero di essere stato il suo allenatore, ci mandiamo ancora messaggi, spero di venire a Roma per incontrarlo.

Roma senza lui e De Rossi? E’ strano ma c’è un tempo per tutto. Sono giocatori immortali perché hanno fatto la storia dell’Italia e di Roma, sono stati campioni del mondo, ma poi ci deve essere qualcuno che prende il testimone. E’ toccato prima a Florenzi, ora a Pellegrini. I giocatori cresciuti nel vivaio li ho sempre valorizzati in tutti i club dove sono stato. Hanno l’amore per la maglia, capiscono certe sfumature".

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