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Lorenzo Pellegrini Roma Viktoria PlzenGetty

Roma, Pellegrini convince ancora: da trequartista numeri top

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Le occasioni nascono per essere sfruttate e la sua, Lorenzo Pellegrini,l'ha fatta fruttare nel migliore dei modi: a volte anche l'infortunio di un compagno - quello di Pastore - può rappresentare una rinascita e ripartenza.

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La svolta è avvenuta al minuto 37 del derby con la Lazio: problema al polpaccio sinistro per il 'Flaco' e sostituzione obbligata con Di Francesco che sceglie proprio il classe 1996 come trequartista nel 4-2-3-1, portatore di soddisfazioni dopo i primi singhiozzi stagionali.

E il suo pupillo dai tempi del Sassuolo non l'ha tradito: goal di tacco, punizione del raddoppio procurata e assist per la rete del definitivo 3-1 di Fazio. Prova da 8 pieno in pagella, nata da una circostanza del tutto casuale.

Casualità decisamente terminata quando Pellegrini è stato riconfermato sulla trequarti anche contro il Viktoria Plzen, asfaltato con un secco 5-0: anche in questa occasione ha brillato di luce propria, dispensando giocate importanti e l'assist per il 3-0 di Ünder.

L'impressione è che Pellegrini, rispetto al ruolo di mezz'ala, ora sia in grado di far valere al meglio le sue doti offensive soltanto parzialmente ammirate in quella zona di campo molto più lontana dalla porta avversaria. Molti meno compiti in fase difensiva che sembrano averlo sciolto dall'impasse originaria, consegnando a Di Francesco un gioiello su cui continuare a puntare.

Una soluzione che lo stesso tecnico sembra voler riproporre ancora ovviamente: "Sono felice per Lorenzo, al Sassuolo l'ho voluto fortemente e anche lì ha fatto bene in questo ruolo. È presto dire se sia meglio di Nainggolan o meno, di sicuro queste ultime prestazioni gli stanno regalando certezze importanti".

Lo stesso Pellegrini è soddisfatto delle ultime uscite, come dichiarato a 'Roma TV': "Avevo già giocato in quella zona di campo al Sassuolo, seppur non sia la mia caratteristica principale è sempre bello lanciare i miei compagni. Quando segnano loro è come se lo avessi fatto anch'io. Dal punto di vista mentale ho più consapevolezza dei miei mezzi e questo fa la differenza".

La Roma potrebbe dunque aver trovato l'erede di Radja Nainggolan, praticamente per caso. Ed è proprio questo il bello del calcio.

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