Pubblicità
Pubblicità
karsdorp gfxGoal

Da flop a titolare fisso con Mourinho: Karsdorp ritrova il Feyenoord

Pubblicità

Rick Karsdorp ritrova il Feyenoord. E lo fa in una partita che decide il voto definitivo sulla pagella della stagione della Roma.

Il terzino classe 1995 affronterà la squadra dalla quale è partito il suo percorso nel mondo del calcio nella finale di Conference League in programma il 25 maggio a Tirana.

Rotterdam ha rappresentato per Karsdorp molto più che un club, essendone entrato a far parte da quando aveva appena nove anni.

Segui Roma-Feyenoord su DAZN. Attiva ora

Un intero decennio trascorso con la maglia della più blasonata squadra di Rotterdam, durante il quale Karsdorp ha accumulato 101 presenze e ha vinto i primi (e fin qui ancora gli unici) trofei della sua carriera.

Poi nel 2017, dopo una stagione complicata per via di un serio infortunio al ginocchio, arriva la Roma a dargli fiducia e a scommettere su questo ragazzo ricercato da diverse big del calcio europeo.

A portarlo nella capitale è il signor Monchi, in uno dei pochi acquisti azzeccati nel corso del suo turbolento biennio alla guida della direzione sportiva giallorossa.

Ma definire complicato il processo di ambientamento dell'olandese a Trigoria significherebbe sminuire il travaglio vissuto da Karsdorp, ma anche dalla stessa Roma.

Il terzino esordisce ufficialmente con la nuova maglia all'Olimpico il 25 ottobre 2017 nella partita vinta dalla Roma contro il Crotone con rigore trasformato da Perotti.

Ma a pochi minuti dal fischio finale, Karsdorp chiede il cambio. Il ginocchio ha iniziato a far male in modo sospetto. E il responso della analisi è terribile: rottura del legamento crociato destro.

Karsdorp Roma 2021Getty Images

La sua stagione inizia e finisce nel giro degli 82 minuti disputati con i calabresi, prima di finire sotto i ferri per la seconda volta in meno di un anno.

Intorno all'olandese resta intonso l'incartamento di oggetto del mistero. Un enigma intorno al suo valore che rimane intatto anche il secondo anno in giallorosso.

Di Francesco gli concede un po' di spazio, ma la condizione fisica del terzino e di conseguenza il suo rendimento restano a debita distanza dall'aggettivo 'soddisfacente'.

L'arrivo di Fonseca alla Roma, succeduto all'interregno di Ranieri dopo l'esonero di Di Francesco a marzo 2019, sembra chiudere definitivamente le porte alla sua esperienza romanista.

Il tecnico portoghese avalla la sua partenza, ma la fila di squadre alla finestra per metterlo sotto contratto è piuttosto esigua.

Una mano gliela tende la sua vecchia famiglia. Il Feyenoord accetta di riportarlo tra le sue fila in prestito per una stagione.

In Olanda, Karsdorp ritrova una condizione fisica e di continuità accettabile accumulando diversi minuti preziosi per rimettere benzina nelle sue gambe rimaste troppo spesso imballate ai box per manutenzione.

Tutto questo non basta a far sì che la Roma decida di riprenderlo con sé. O meglio, si ritrova costretta a farlo seppur non con molta convinzione

L'unico convinto poterlo rimettere in sesto come calciatore, al punto che il suo passaggio al Genoa sembra ormai cosa fatta ma salta per volontà del portoghese.

E i fatti - traduzione sul campo del lavoro svolto durante la settimana - danno ragione all'allenatore.

Karsdorp gioca la sua prima vera stagione da protagonista in maglia giallorossa, concludendola con 45 presenze, 1 goal e 6 assist.

Non male per uno che fino a pochi mesi prima veniva contato nel novero delle riserve di troppo alle quali serviva trovare una sistemazione in tempi brevi.

Dopo aver scoperto una risorsa in più in casa senza ulteriore esborso economico (rivalutando a posteriori anche un minimo il lavoro di Monchi), l'esplosione definitiva di Karsdorp con la Roma avviene con un altro portoghese in panchina.

A Fonseca, mai veramente amato e sostenuto da una fetta considerevole dei membri della nuova proprietà americana della famiglia Friedkin, subentra José Mourinho.

Sotto la guida dello Special One, che nel corso del suo primo anno romanista ha saputo valorizzare tanti giocatori nella stessa misura in cui ne ha stroncati definitivamente altri, Karsdorp si conferma un terzino di rendimento assoluto.

Senza dubbio a favorirlo è anche la mancanza di alternative credibili nel suo ruolo. Davide Santon viene totalmente estromesso dalla rosa fin dal primo giorno di insediamento del portoghese, mentre l'impatto dell'acquisto di gennaio Ainsley Maitland-Niles si rivela non convincente.

Rick Karsdorp Roma Lazio Serie A 202122Getty

Oggi Karsdorp ha la possibilità di mettere una tacca importante sulla storia del suo percorso a Roma.

Ma l'ultimo ostacolo da superare porta con sé tutta una serie di significati profondi.

Il calcio rivela tutta la sua crudeltà, tipica ed esclusiva delle cose molto belle ma che sanno allo stesso tempo essere terribili, mettendo di fronte l'olandese al suo passato.

Dare un dispiacere a qualcuno per evitare di darlo a qualcun altro. Il paradosso del treno di Philippa Foot applicato al calcio. Dove non esiste un giusto e uno sbagliato, esiste solo il giudizio spietato del campo.

Sarà trionfo dell'ex, o della ex? Una domanda che arrovella i tifosi romani e quelli di Rotterdam dalle 22.45 dello scorso 5 maggio e che non troverà risposta se non al triplice fischio dell'arbitro Kovacs dentro l'Arena Kombetare di Tirana.

La Roma ha spesso pagato un dazio altissimo quando ha trovato sulla sua strada calciatori che in passato hanno vestito la maglia giallorossa.

Questa volta, da Trigoria e dintorni, sperano di poter restituire il favore.

Pubblicità
0