Quando lo scorso 22 luglio la Roma annunciò l'ingaggio di Aleksandar Kolarov dal Manchester City, molti tifosi giallorossi, se non tutti, storsero il naso di fronte ad un'operazione giudicata inadeguata, sia per l'età del giocatore (32 anni) che per motivazioni che vanno al di là dell'aspetto tecnico.
L'esterno serbo è stato infatti una colonna dei cugini della Lazio, per cui ha militato dal 2007 al 2010 prima del trasferimento in Inghilterra, fortemente voluto da Mancini che lo ha ulteriormente valorizzato a livello internazionale.
Stati d'animo dei tifosi giallorossi che attualmente si sono completamente ribaltati: chi l'avrebbe mai detto che il terzino di Belgrado sarebbe diventato un idolo della Curva Sud dell'Olimpico, probabilmente nessuno ci avrebbe mai scommesso anche un solo euro.
Kolarov ha prontamente smentito le maldicenze sul suo conto nell'unico modo che conosce, galoppando sulla fascia sinistra senza disdegnare i goal, arrivati anche in questa prima parte di stagione e tutti incredibilmente pesanti.
L'esordio in maglia giallorossa è stato, peraltro, indimenticabile: punizione dal valore di tre punti sul campo dell'Atalanta, sconfitta grazie ad una parabola beffarda che si è insaccata in porta dopo aver eluso la barriera con una traiettoria rasoterra, difficile da prevedere.
Sinistro magico che ha colpito anche il 22 ottobre scorso: vittima stavolta il Torino sconfitto, manco a dirlo, grazie ad una sua punizione che ha incenerito il povero Sirigu, il quale ha raccolto il pallone dopo essersi insaccato, dritto sotto all'incrocio dei pali. Un gioiello di rara bellezza che è valso altri tre punti pesantissimi.
GettyL'apice stagionale probabilmente Kolarov lo ha toccato quattro giorni prima, il 18 ottobre sul campo del Chelsea in Champions League: sul 2-0 in favore dei londinesi, l'ex City si inventa una rete da urlo facendosi beffe di Christensen e dimezzando lo svantaggio, dando il via alla rimonta romanista poi bloccata dal 3-3 finale firmato Hazard.
Se poi a queste tre reti aggiungiamo anche ben 6 assist (4 in campionato e 2 in Champions League), allora il quadro è veramente completo. Di Francesco ha trovato un vero leader per la sua Roma: e poco importa se fino a qualche anno fa incantava su punizione con una maglia per nulla amata.




