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Edin Dzeko Roma SPALGetty Images

Roma in crisi, Pallotta è nero: 7 punti in meno di un anno fa

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La sconfitta in casa contro la SPAL, oltre ad essere totalmente inaspettata, ha mandato nuovamente la Roma nel baratro. Dopo un avvio titubante di campionato, i giallorossi sembravano aver passato il momento di crisi dopo la vittoria del Derby, ma forse è stato solo un fuoco di paglia.

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La Roma ha raccolto solo 2 punti all'Olimpico sui 9 a disposizione contro Atalanta, Chievo e SPAL (le prime due citate occupano i posti di bassa, bassa classifica). Forse basterebbe questo dato a spiegare l'inizio di campionato della squadra di Eusebio Di Francesco.

Ma, se non bastasse questo dato, ecco il paragone rispetto all'anno scorso, alla prima stagione di Eusebio Di Francesco (quindi con l'unica differenza del mercato estivo nel mezzo): 14 punti in 9 gare, 7 in meno dello scorso anno, 7 goal subiti in più ed una striscia che ad inizio campionato non si vedeva dal 2012.

Dall'America, come riportato da 'Il Tempo', arrivano le poche, stringate parole del presidente James Pallotta: "Sì, sono ancora disgustato". Frase che sicuramente non rasserenerà Eusebio Di Francesco. 

Anche lui è inevitabilmente nel calderone, anche se la piazza giallorossa ha ben altre idee. Adesso l'ex allenatore del Sassuolo è atteso da quattro partite in 16 giorni che potrebbero indirizzare la stagione da una parte o dall'altra, a cominciare dalla sfida di Champions contro il CSKA Mosca. 

Il calciomercato estivo, e quindi le scelte dirigenziali di Monchi, sono i principali fattori della crisi individuati dal cuore del tifo romano: una campagna acquisti che ha visto la partenza di pezzi da 90 come Alisson, Nainggolan e Strootman (per altro a mercato in entrata chiuso). 

Troppi giovani che non hanno convinto per nulla: da Kluivert a Cristante, passando per Schick. Troppi giocatori svogliati senza un motivo apparente, come Dzeko e Pastore. Ieri si ci è messa anche l'assenza contemporanea di gente come Kolarov, Manolas e De Rossi. Non proprio gli ultimi arrivati. 

Insomma, Di Francesco è atteso da un duro lavoro per risalire la china, ma una cosa è certa: in piazza non c'è solo lui al banco degli imputati. 

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