Paulo Fonseca ci ha abituati ad una Roma col 4-2-3-1, ma si studiano alternative. Su tutte quella di una difesa a 3, soluzione già proposta in qualche occasione quest'anno e che il tecnico portoghese punta a rendere un abito da indossare con maggiore frequenza. O magari, stabilmente.
Ed allora proviamo a capire come potrebbe schierarsi la Lupa con la rosa attuale, immaginandola sul prato verde con un 3-4-3 o un 3-4-2-1.

Molto ruoterà attorno ad Aleksandar Kolarov, la cui carta d'identità inizia a 'pesare' e che ha dalla sua l'esperienza avuta al City con Guardiola da centrale di sinistra: è lì che Fonseca col passaggio a 3 collocherebbe il serbo, sfruttandone doti fisiche e piede. Sgravandolo dal dover galoppare lungo l'out a 34 anni.
Tra le chiavi della 'rev' tattica, ancheGianluca Mancini: spesso schierato a centrocampo per emergenza, l'ex Atalanta ha tecnica e visione di gioco che lo renderebbero il perno arretrato da cui far partire l'azione.
Con Smalling intoccabile e Fazio indietro nel progetto al pari di Juan Jesus, le principali alternative in retroguardia sarebbero i giovani Cetin e Ibanez. Ma occhio all'ipotesi Santon adattato ("Con questo modulo posso fare il terzo centrale o l'esterno"). Tutti a protezione di Pau Lopez.
Sulle fasce la Roma annovera pedine capaci di agire 'a tutta fascia', dunque Fonseca può sbizzarrirsi: Bruno Peres, Santon e Spinazzola a destra (Zappacosta è ai box); lo stesso Spinazzola e il ricollocamento di Kolarov a sinistra.

Laterali ideali per giocare a 3 anche in attacco, a sostegno della certezza Dzeko (con Kalinic alter ego del bosniaco): Cengiz Under, Perotti, Carles Perez e Kluivert, vantano qualità e gamba per puntare ed inventare agendo larghi.
Mkhitaryan e Lorenzo Pellegrini hanno nelle corde una posizione più centrale, il che aprirebbe ad un 3-4-2-1. Uno scenario - privo dell'infortunato Zaniolo - che gioverebbe anche a Perotti e Under. Tutti gli interpreti citati, possono comunque convivere combinandosi tra loro.
In mediana infine quantità e qualità, con Veretout, Cristante, Pellegrini, Diawara e Villar. E magari Pastore, professione '10', testato regista nel precampionato. Una rosa duttile e universale: la palla passa a Fonseca.


