Lo scorso settembre ha ottenuto il patentino 'UEFA Pro', nulla di strano se non per il fatto che avesse la veneranda età di 76 anni: Gianni Rivera ha stupito tutti decidendo di diventare allenatore dopo una carriera passata tra i campi da gioco prima e dietro alla scrivania poi.
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Esperienza che ha voglia di intraprendere come dichiarato a 'Il Corriere della Sera': gli anni non lo frenano, anzi sono uno stimolo per dimostrare che in panchina può starci anche lui.
"Se voglio allenare? Certo, ho preso il patentino. Prima ho aspettato che gli scienziati dicessero che si campa fino a 120 anni. Ho fatto 20 anni il calciatore, 22 il politico, potrei averne davanti 20 da allenatore".
Dopo l'addio di Antonio Conte alla Nazionale, l'ex presidente federale Carlo Tavecchio pensò a Rivera per la successione.
"Tutto è partito quando, dopo Conte, la Federazione è rimasta senza tecnico. L’allora presidente Tavecchio aveva pensato a me, ma Ulivieri, il presidente dell’associazione allenatori, gli ha detto che non avevo il titolo".
Tavecchio contattò addirittura il numero uno dell'UEFA Ceferin per cercare di avere il via libera e consentire a Rivera di poter guidare l'Italia, prima di ripiegare su Gian Piero Ventura.
"Sì, allora Tavecchio ha chiesto a Ceferin: 'ci tengo che Gianni abbia il titolo di allenatore', e quello: 'scrivimi una lettera'. Tavecchio lo ha fatto e Ceferin ha risposto che non si poteva. Perché non gliel’abbia detto subito non so".
Rivera è pronto dunque per una nuova avventura che potrebbe renderlo l'allenatore più anziano d'Italia. Ma non di certo il più inesperto.

