46 anni compiuti lo scorso 23 novembre, zero voglia di appendere il fischietto al chiodo: Daniele Orsato può considerarsi l'arbitro più 'anziano' del mondo, ma all'orizzonte non sembra proprio esserci un ritiro dalle scene.
La possibilità di continuare fino ai 50 anni (riservata agli internazionali inquadrati nella categoria Elite-UEFA) alletta e non poco Orsato, che ad agosto 2020 ricevette una delle notizie più importanti per la sua carriera quando Roberto Rosetti gli comunicò che avrebbe diretto la finale di Champions League tra PSG e Bayern Monaco.
Intervistato dal 'Corriere Veneto', il classe 1975 ha ricordato quel momento in cui non seppe trattenere le lacrime.
"Mi stavo allenando a Recoaro quando mi arriva una videochiamata da Rosetti, designatore Uefa. Mi fa una domanda: Sei pronto per fare un’altra partita? Ma in quel periodo l’unica partita da giocare era la finale di Coppa tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco. Sono tornato a casa, mi sono seduto sul letto e ho pianto. Quando i miei figli mi hanno visto con le lacrime hanno capito subito che mi era stata assegnata la finale e ci siamo abbracciati. Devo dire che la notizia della designazione è stata un’emozione ancora più grande dell’arbitraggio".
Nel mirino, manco a dirlo, ci sono i Mondiali in Qatar a cui purtroppo l'Italia di Mancini non parteciperà.
"Sto proseguendo la preparazione per la selezione di fine maggio. Diciamo che il mio obiettivo era di fare gli Europei e l’ho centrato e mi considero davvero soddisfatto. Oggi ho 46 anni e sono l’arbitro più vecchio al mondo anche se per risultanze tecniche e test atletici non ho problemi. Aggiungo che l’amicizia che mi lega al nuovo designatore , Gianluca Rocchi, è stata importante perché dopo la finale di Champions League e le direzioni agli Europei potevo avere una caduta di stimoli ma lui mi ha spinto a tener duro e a pensare al campo perché è da qui che arrivano sempre grandi soddisfazioni. Incrociamo le dita perché la prossima soddisfazione della mia carriera coincida con il mondiale in Qatar".
