Il sole di maggio picchia forte sugli spalti del "Renzo Barbera", quando sul cronometro scocca il 23': il Palermo è da poco passato in vantaggio sul Cittadella con un goal di Iija Nestorovski, in una sfida dal sapore agrodolce. Per i rosanero non è una stagione semplice: le vicissitudini societarie non fanno ben sperare, minacciate dall'incombente fallimento. Quel periodo lì, nella parte occidentale della Sicilia, non è stato ancora archiviato.
Fatto sta che quella si presentò come una sfida spartiacque: il Palermo è a un passo da un'incredibile promozione diretta, che renderebbe meno amara la preoccupante sensazione di un'estate azzerata dalle questioni extracalcistiche. La formazione di Delio Rossi non ci riesce, comunque: e per "comunque" si intende quasi "nonostante tutto". Nonostante, cioè, il raddoppio di Aleksandar Trajkovski, bravissimo a puntare e saltare Paleari, portando il parziale sul 2-0. Finirà 2-2 che, in breve, significa Playoff: i rosanero non li giocheranno.
Quello è di fatto il penultimo ricordo del numero dieci al "Barbera" come del resto l'ultima rete della storia del "vecchio" Palermo: un goal stupendo per classe e stile, smorzato da "questioni più importanti". Nessuno lo ha mai dimenticato, però. Soppiantato dall'ultimo, freschissimo, in quel della Sicilia: Trajkovski ha infatti eliminato l'Italia, portando la Macedonia del Nord in finale.
Titolare della formazione che ha affrontato ed eliminato l'Italia nella prima gara degli spareggi qualificazione ai Mondiali in Qatar, Trajkovski ci ha creduto fino all'ultimo, siglando in extratime la rete più amara per la Nazionale azzurra. La più dolce per sè e il suo paese.
Un sogno per la Macedonia del Nord che la scorsa estate ha disputato gli Europei con orgoglio e dignità. Trajkovski le ha giocate tutte: contro l'Austria all'esordio, contro l'Ucraine e contro l'Olanda. Sicuramente una storia da raccontare ai nipotini.
Non era una vera e propria punta quando il Palermo lo ha prelevato dallo Zulte Waregem, e il fisico lo conferma: adesso importante, allora agile. Un'ala, insomma: in rosanero ha siglato 20 reti in 113 presenze, andando in goal in Serie A, per la prima volta, nel dicembre del 2015 contro il Frosinone. Sempre al Barbera, ovviamente.
Terminata l'esperienza in Sicilia si è trasferito al Mallorca esordendo in Liga contro l'Eibar: nel massimo campionato spagnolo, però, nessuna gioia. Il prestito all'Aalborg sembrava avergli ridato la continuità necessaria per crescere, a un passo dai 30 anni: 6 mesi, come previsto dal contratto, nessun goal. Al rientro in Spagna il Mallorca lo ha girato all'Al-Fayha, dove gioca tutt'ora. L'Arabia Saudita non lo ha fatto uscire dal giro della Nazionale, vista la sua importanza nella formazione guidata da Igor Angelovski.
Quando è rientrato al Barbera penserà sostanzialmente a due cose: la prima, la gara dell'ottobre 2017 contro gli Azzurri di Gian Piero Ventura, pareggiata proprio con un suo goal allo "Stadio Olimpico-Grande Torino". La seconda, invece, sarà rivolta al suo passato al Palermo. Nel "suo" stadio, dove è passata parte della sua storia e quella della Macedonia del Nord.
