Milan-Inter, atto terzo. Dopo il doppio confronto sul palcoscenico della Serie A, rossoneri e nerazzurri si ritrovano ancora una volta faccia a faccia nella gara d'andata della semifinale di Coppa Italia.
Non si tratta di certo di un inedito nell'ambito della coppa nazionale, visto il freschissimo precedente tra le due squadre risalente alla scorsa stagione. Era il 26 gennaio del 2021. Appena un anno e spiccioli fa, ma a conti fatti di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima.
Era (e lo è tuttora) il Milan di Stefano Pioli, era, e non lo è più, l'Inter di Antonio Conte. Chiamati a sfidarsi nel quarto di finale in gara secca con vista sulla doppia semifinale contro la Juventus di Pirlo. Posta in palio elevata e i ritmi, se possibile, ancora di più. Il Milan prova subito ad indirizzare la qualificazione e a spezzare l'equilibrio ci pensa, ovviamente, Zlatan Ibrahimovic chirurgico con il diagonale che fulmina Handanovic prima di insaccarsi con l'ausilio della parte interna del palo. Poi, la coda della prima frazione di gioco si infiamma sul contatto ravvicinato tra lo stesso attaccante svedese e Romelu Lukaku, immagine divenuta a suo modo 'iconica' con tanto di murales dedicato all'esterno di San Siro.
Inevitabili scintille che sfociano nel doppio cartellino giallo sventolato in faccia ad entrambi i riferimenti offensivi delle due squadra. Quello di Ibrahimovic, però, diventa rosso all'imbocco della seconda frazione: intervento in ritardo su Kolarov al 58' e doccia anticipata per l'11 rossonero. Sotto di un goal, ma sopra di un uomo, l'assedio interista è la più naturale delle conseguenze: a venti dal traguardo Leao stende Barella, Valeri lascia inizialmente proseguire prima di cambiare idea a seguito dell'on field review assegnando il rigore alla Beneamata: dal dischetto, Lukaku è glaciale e fa 1-1. In un match che tracima di emozioni non ci si fa mancare nemmeno il cambio alla voce arbitro perché il Quarto Uomo Chiffi entra in campo per lo spicchio finale in sostituzione di Valeri fermato da un problema muscolare.
Nel frattempo le occasioni fioccano, Tatarusanu para l'impossibile e lo scenario supplementari sembra ormai materia sempre più concreta. Sembra, appunto. Perché al 97' Christian Eriksen confeziona il capolavoro su calcio di punizione che fa esplodere la gioia nerazzurra.

Finisce 2-1 con Lukaku e Eriksen che trascinano Conte verso il traguardo delle semifinali. Oggi, nessuno dei tre veste più i colori dell'Inter. Era soltanto un anno fa, ma sembra passata una vita.




