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Henry Verona celebratingGetty

Il riscatto di Henry: dalla sfuriata di Paolo Zanetti ai goal col Verona

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Un punto in queste prime due giornate di campionato per il Verona, totalizzato grazie ad un uomo in particolare: Thomas Henry, autore di due delle tre reti fin qui messe a segno dagli scaligeri (l'altra, contro il Napoli, è di Lasagna).

Il francese è già a suo agio nel tandem d'attacco impostato da mister Cioffi all'interno del 3-5-2: la modalità 'scelta' per timbrare il cartellino è quella del colpo di testa, arma sfoggiata anche al 'Dall'Ara' di Bologna per siglare il definitivo 1-1. Non si escludono, prossimamente, ulteriori aggiunte.

Media perfetta di una rete a incontro per Henry, arrivato dal Venezia dopo una stagione conclusa con la retrocessione nonostante un bottino di 9 marcature personali: la più prestigiosa è senza dubbio quella realizzata a San Siro contro l'Inter in occasione del momentaneo vantaggio lagunare, prima della rimonta nerazzurra firmata da Barella e Dzeko.

Se quello è il punto più alto del soggiorno veneziano, il più basso coincide con lo scontro diretto per la salvezza perso (0-2 il risultato) al 'Penzo' contro la Sampdoria il 20 marzo: direttosi negli spogliatoi dopo aver ricevuto un cartellino rosso, Henry viene 'assalito' da Paolo Zanetti, una vera e propria furia nel redarguire il suo giocatore ancora intento a protestare contro l'operato dell'arbitro Orsato.

"Una stronzata del nostro centravanti - le parole di Zanetti dopo quella partita - A fine primo tempo l'arbitro è venuto a dirci di averlo graziato: lui l'aveva insultato in inglese e Orsato aveva fatto finta di non sentire. Non mi è piaciuta la chiacchiera in più. In questo momento la squadra va aiutata, non penalizzata".

Da quel momento qualcosa si è rotto tra Henry e il Venezia, tanto che la cessione è apparsa l'epilogo più scontato: per adesso è il Verona a goderselo, grazie ad un impatto devastante che sa di ossigeno in un clima intossicato dalle cessioni degli uomini migliori.

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