Con la spensieratezza dei suoi 17 anni, un'età in cui certe volte ti sembra che l'impossibile sia possibile, forse Daniele Ragatzu si era già immaginato tutto. Già al momento del cambio gioco di Pisano, poi del tiro cross al volo di Cossu. E infine, ovviamente, al momento di precipitarsi sul pallone e accompagnarlo nella porta lasciata sguarnita da Frey.
Di quel Fiorentina-Cagliari apparentemente come tutti gli altri, oggi, ci si ricorda quasi unicamente per questo tocchetto facile, sì, ma dai risvolti particolari. 11 aprile 2009-11 aprile 2020. 11 anni fa. 11 anni dal goal del record di Ragatzu, che al Franchi diventa il marcatore più giovane della storia del club sardo: 17 anni, 6 mesi. Manco ha la patente di guida e già pare poter diventare qualcuno in Serie A.
È Massimiliano Allegri, confermato da Massimo Cellino nella famosa stagione delle 5 sconfitte di fila iniziali, a dare fiducia a Ragatzu. Qualche minuto contro il Torino, un altro scampolo di partita contro il Genoa. Quindi il magico pomeriggio di Firenze. La vittoria va alla Fiorentina, che al termine di quel campionato approderà in Champions League; le copertine, soprattutto nell'isola, al nuovo gioiello rossoblù.
Il problema è che le stagioni successive di Ragatzu sono una specie di montagne russe: altre due annate in A (due e una rete rispettivamente), quindi tanta B con Gubbio, Lanciano, Pro Vercelli, Rimini, ancora Pro Vercelli. E infine il ritorno in Sardegna, per vestire però non la maglia del Cagliari, ma quella dell'Olbia. In Serie C. Dalle stelle alle stalle. Con tanto di denuncia della procura di Tempio per presunti maltrattamenti nei confronti dell'ex compagna.
La stagione della svolta è il 2017/18. Ragatzu timbra 13 reti con l'Olbia, suo record personale. E riceve una telefonata che nessuno si aspetta: dal Cagliari. Il Cagliari! La squadra dei suoi esordi. Che gli dà una seconda chance, mettendolo sotto contratto nel gennaio del 2018 e dimenticando le incomprensioni di sei anni prima, quando Daniele era addirittura finito fuori rosa.
"Spero di essere l’esempio che non si deve mai mollare, perché nulla è impossibile", confessa Ragatzu all'Unione Sarda a novembre.

Ma il bello, dopo la manciata di minuti concessagli da Maran alla prima di campionato contro il Brescia, deve ancora arrivare. Perché è proprio Ragatzu, poco prima di Natale, a regalare al Cagliari un pareggio insperato in casa del Sassuolo, che dal 2-0 si ritrova a dover ingoiare un 2-2 amarissimo. Qualche giorno prima Daniele aveva punito anche la Sampdoria, ma in Coppa Italia.
"Tra i tanti messaggi di complimenti dopo il goal al Sassuolo, mi ha fatto particolarmente piacere ricevere quello di Massimiliano Allegri. Era contentissimo non solo per il goal, ma anche per come mi ero espresso durante le interviste".
8 anni e mezzo dopo l'ultima gioia in A, a Bologna nel marzo del 2011, Ragatzu è tornato. Si è ripreso quella Serie A che sembrava spettargli di diritto e, ora, prova a tenersela stretta. Con la benedizione di Allegri, il primo a credere davvero in lui. Oggi Ragatzu è diventato uomo.


