E' proprio un periodo poco fortunato per il Napoli che, oltre le sconfitte contro Real Madrid e Atalanta, deve digerire pure l'improvvisa esplosione di Manolo Gabbiadini .
L'ex attaccante azzurro, ceduto a gennaio in Inghilterra senza troppi rimpianti per fare spazio a Leonardo Pavoletti , ha infatti iniziato come meglio non si potrebbe la sua avventura al Southampton .
Extra Time - Kristyna, quando la sorella è... SchickTanto che, nelle prime tre partite giocare da titolare con la nuova maglia tra Premier e League Cup, Gabbiadini ha messo a segno cinque goal che sarebbero stati sei se l'arbitro non gli avesse annullato una rete per un fuorigioco inesistente nella finalissima di League Cup contro il Manchester United.
La doppietta ai Red Devils ha fatto diventare l'italiano il nuovo idolo di una leggenda dei Saints come Matthew Le Tissier, chelo ha annunciato sul suo profilo Twitter.
Gabbiadini peraltro è il quarto italiano a segnare almeno un goal in una finale di League Cup dopo Ravanelli, Di Matteo e Borini .
Prima di lui soltanto Dean Sounders era riuscito a segnare una doppietta al Manchester United in una finale di League Cup. "I goal che ho segnato sono tanti. - ha ammesso Gabbiadini ai microfoni di 'Fox Sports' - ma il merito va condiviso anche con i miei compagni e con l'allenatore, che mi supportano al meglio".
Le grandi prestazioni fornite in Inghilterra potrebbero riaprire per Gabbiadini anche le porte della Nazionale azzurra. "Al momento non ci penso - ha assicurato l'ex attaccante del Napoli - perchéprima devo far bene per questa maglia. Come va con l'inglese? Me la cavo".
Davvero una bella soddisfazione insomma per chi, forse troppo frettolosamente, è stato ritenuto non adatto a una big come il Napoli dove invece le doti di Gabbiadini non venivano evidentemente esaltate dal gioco di Sarri.
E chissà che, tra i motivi della sfuriata post Real da parte di De Laurentiis, non ci fosse anche un pizzico di rimpianto per avere ceduto quello che si sta dimostrando un bomber di livello europeo. Il tutto mentre Pavoletti, a dire la verità ancora poco utilizzato, non è riuscito a buttarla dentro neppure una volta.
