Riecco James Pallotta. Dalla Juventus all'errore Monchi, l'ex presidente della Roma torna a parlare della propria esperienza nel calcio italiano e in Serie A, prima di lasciare il timone del club capitolino ai Friedkin. Lo fa all'emittente radiofonica americana 'Sirius FM', in un'intervista a tinte quasi completamente giallorosse.
"A Roma abbiamo fatto cose interessanti e altre di cui sono meno felice - le sue parole - Vorrei che si portasse avanti quello che abbiamo fatto. Vedo che ci sono vari aspetti da sistemare, non sono contento di vedere la Roma all'ottavo posto della classifica.
Dal 2012 al 2020, solo la Juventus ha vinto il campionato. Ma nonostante questo siamo arrivati secondi terzi e in semifinale di Champions League. Se non fosse stato per il Fair Play Finanziario, oggi quella Roma sarebbe prima. Questa è la dura realtà per quei club che non sono tra i più ricchi al mondo".
A proposito di Fair Play Finanziario: Pallotta non nasconde la propria disapprovazione.
"Aiuta i club più ricchi, senza dubbio. Noi avevamo 200 milioni di entrate, Real Madrid o Barcellona 900 milioni. Competere in questo modo è difficile. Il nostro modello, in un certo senso, era quello dell'Atalanta odierna. Acquistavamo giocatori, li cedevamo per il bilancio ma la squadra rimaneva competitiva, qualificandosi per la Champions League. E poi ho fatto una cazzata prendendo Monchi".
Non manca, da parte di Pallotta, nemmeno una stilettata nei confronti della Juventus.
"Guardando alle indagini degli ultimi mesi, inizio ad avere dei dubbi. Avevano uno stadio di proprietà, ricavi doppi rispetto ai nostri e noi dovevamo stare sempre attenti che non si prendessero i nostri migliori giocatori. Non sappiamo cosa ne verrà fuori, però vedendo le indagini si capisce come la Juventus possa aver fatto qualche giochino col mercato".
Pallotta tornerà mai a guidare un club di Serie A?
"Può essere. Più facile ora? Possibile, sì. Credo che in Italia ci siano alcune interessanti opportunità".
