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Richarlison ConteGetty Images

Richarlison ricorda: "Conte mi sgridò davanti a tutti per due ore"

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Richarlison e Conte, Conte e Richarlison. Un rapporto mai sbocciato che ha evidenziato tutte le difficoltà del Tottenham.

Del resto il carattere concreto e pragmatico del tecnico salentino si è scontrato con l'estro caotico di un giocatore talentuosissimo (basti vedere il goal segnato ai mondiali, uno dei più belli di sempre), ma poco avvezzo a seguire i dettami tattici.

Ora però, dopo l'esonero di Conte, sostituito prima dal suo vice Stellini, poi da Ryan Mason e ora da Postecoglou, e dopo che Richarlison ha segnato una sola rete in Premier, emergono nuovi dettagli sull'antipatia reciproca tra l'italiano e il brasiliano.

Parlando al podcast "Que Papinho", Richarlison è tornato sulla lite dopo l'intervista, al termine di Tottenham-Milan in cui lui aveva parlato di "stagione di m...".

"Ho commesso un errore ad aver fatto un’intervista dicendo che avevo bisogno di giocare di più. Più tardi, mi sono scusato e ho detto che poteva punirmi. Mi ha detto che il capo era lui. È stato il suo modo di dimostrarlo. Quasi due ore a rimproverarmi davanti a tutti".

Dopo questo scontro, Richarlison ha trovato molto meno spazio da titolare, partendo spesso e volentieri dalla panchina. A Espn Brazil aveva detto:

"Improvvisamente, Conte e Stellini mi hanno messo in panchina. Ho chiesto perché, ma non mi hanno detto niente. Il giorno prima della partita mi hanno chiesto di fare un test in palestra e, alla fine, non sono rientrato tra gli 11 titolari. Queste sono cose che non è possibile capire. Vediamo cosa dirà domani Conte, io sono un professionista, lavoro tutti i giorni e voglio giocare. Questa stagione, scusate la parola, è stata una m..., perché non gioco ed il mio infortunio ha influito. Quando entro in campo, do la vita. Venivo da due buone partite, penso che avrei dovuto giocare dall’inizio".

Insomma, un rapporto nato male e terminato ancora peggio. Richarlison ora dovrà convincere Postecoglou di avere le carte in regola per poter tornare a essere uno dei migliori talenti della Premier.

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