Pubblicità
Pubblicità
Marco Reus Borussia Dortmund Goal exclusive interview Niklas König

Reus a Goal: "Il Borussia Dortmund è sempre stato il mio sogno"

Pubblicità

Tornato in campo dopo un lungo infortunio che l'ha tenuto fuori per quasi un anno, Marco Reus ha ripreso le redini del Borussia Dortmund ed è pronto a riportarlo al top come leader e bandiera del club. Goal lo ha intervistato in esclusiva, analizzando tutti i momenti della sua carriera.

Sei arrivato al Dortmund quando avevi appena 6 anni, come descriveresti il tuo rapporto con il club?

Sono nato e cresciuto a Dortmund, non potevo che diventare un giallonero. All'inizio non ho avuto la possibilità di diventare un professionista qui, ma dopo le esperienze al Rot Weiss Ahlen e al Borussia Monchengladbach è arrivata l'offerta del Dortmund. E' sempre stato il mio sogno giocare per questo club e alla fine si è avverato.

Quindi era logico che prolungassi il tuo contratto in scadenza nel 2019 fino al 2023?

Dire 'logico' sarebbe troppo semplice. Ho 28 anni e questo sarà probabilmente il mio ultimo grande contratto. Ho fatto le mie valutazioni e alla fine due cose erano importanti: dimostrare che mi sento legato a questo club, con il quale voglio ottenere il massimo. Volevo chiarezza prima che iniziasse la fase cruciale della stagione e soprattutto il Mondiale in estate.

I giocatori che si legano a vita con una squadra, come Totti con la Roma, sono sempre più rari. Lo status di leggenda ti si addice?

Non so cosa intendi per status di leggenda, per me non hanno molto senso queste parole. Oguno fa quello che ritiene più opportuno nell'arco della propria carriera. Ovviamente è fantastico ed importante per i tifosi quando un giocatore si lega ad un club come Totti con la Roma, ma fondamentalmente ognuno deve decidere da solo.

Marco Reus Borussia Dortmund Goal exclusive interview Niklas König

Oggi sei l'idolo dei tifosi del Dortmund, che significa per te?

Sono consapevole delle mie responsabilità, è una cosa che impari a gestire nel corso degli anni. Non puoi farlo a 22 o 23 anni, ma a 26 o 27. Solo allora capisci cosa stai rappresentando.

Il 2017 è stato un anno turbolento per il Dortmund con le partenze di Aubameyang e Dembelé, la breve parentesi di Bosz e quel codardo attacco bomba alla squadra. Come l'hai vissuto?

Hai dimenticato che abbiamo vinto la Coppa di Germania... ma non è un rimprovero. Purtroppo la società di oggi tende a vedere prima il negativo, le difficoltà e i problemi. Dovremmo tutti vedere le cose in maniera più positiva. Questo è uno dei motivi per cui noi calciatori veniamo presi come modello dai bambini.

La squadra come ha vissuto l'attacco bomba?

Non ero sull'autobus e dunque non posso decrivere esattamente cosa hanno provato i miei compagni. Di sicuro questi sono episodi che ti segnano per tutta la vita, alcuni hanno ancora paura quando sentono un forte rumore. E' difficile tornare completamente alla normalità, ci vuole tempo. Ma il club è stato molto di supporto.

Spesso gli infortuni hanno un peso anche psicologico, tu come riesci a tornare sempre ai massimi livelli?

Qual è l'alternativa? E' vero, mi sono dovuto fermare parecchie volte, ma non potevo certo dire: "Ok, sono di nuovo infortunato, adesso mi ritiro". Non è che un incentivo a tornare il campo più presto possibile, a motivarti mentalmente. Devi avere pazienza e pensare soltanto ad affrontare il problema, perché nel mondo ci sono cose peggiori. Ecco perché gli infortuni sono sciocchezze per me.

E ora sei di nuovo il leader che trascina la squadra.

Tuttavia non conta soltanto fare goal e assist. So posso e devo ancora migliorare molto. Non ho ancora i 90 minuti nelle gambe ed è normale dopo 8 mesi di stop, ci vorrà ancora un po' per tornare al 100%. Ma sono contento di aiutare la squadra a vincere, in fin dei conti è questa la cosa più importante.

Quali sono i tuoi obiettivi in questa stagione?

L'obiettivo principale è la qualificazione in Champions, lo dobbiamo raggiungere a qualsiasi costo. E' quella la nostra dimensione e dobbiamo dimostrarlo. Per quanto mi riguarda, invece, il mio grande obiettivo è giocare i Mondiali in Russia.

Soprattutto perché ti sei perso gli ultimi due grandi tornei?

Fa parte del passato e non posso più cambiarlo. Non sono nemmeno il tipo che guarda troppo al futuro, le cose possono cambiare di giorno in giorno. Se tutto va bene e faccio del mio meglio, ho buone possibilità di giocare i Mondiali.

Il ct della Nazionale è convinto che tu possa fare la differenza.

E' bello avere il sostegno del ct anche se sono stato fuori così a lungo. Non è semplice tornare al top dopo essere rimasto fermo per tanto tempo e probabilmente ci saranno momenti in cui non potrò mostrare tutte le mie qualità. Ma per adesso mi godo il ritorno in campo.

Pubblicità
0