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The Athletic - Retroscena da Toronto: screzi Insigne-Bernardeschi, gli italiani contro Bradley

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Ultimo posto in classifica nel gruppo Est della MLS dopo quattordici partite e tensioni all'interno dello spogliatoio: il Toronto attuale è una polveriera, un insieme di contrasti che, purtroppo per i tifosi, sta avendo serie ripercussioni sui risultati ottenuti in campo. Il goal non arriva dal 30 aprile e le previsioni sul futuro non possono essere rosee.

L'ultima notizia è l'esclusione dalla rosa di Federico Bernardeschi per il match in programma nella notte italiana contro il DC United: l'ex Juventus paga le dichiarazioni rilasciate dopo la sconfitta di Austin, quando aveva parlato di "squadra senza un'idea di gioco" e giocatori che non sapevano "come passare il pallone". Una decisione presa dal tecnico Bob Bradley che però, abbastanza sorprendemente, non si è riferito in maniera esplicita a motivazioni disciplinari per spiegare l'assenza di Bernardeschi.

"In questa settimana sono accadute molte cose, molte discussioni interne. Pensando di preparare il gruppo per la partita, ho sentito che questa scelta era il modo migliore per la gestione".

Bradley ha accennato a "discussioni interne" che, secondo quanto riportato da 'The Athletic', sarebbero relative al malcontento dello spogliatoio nei suoi confronti ma anche agli screzi tra lo stesso Bernardeschi e Lorenzo Insigne, i cui rapporti non sarebbero mai stati idilliaci, fin da prima dello sbarco negli Stati Uniti di entrambi.

In particolare, 'The Athletic' parla di un Bernardeschi che, lo scorso mese, si sarebbe rifiutato di allenarsi alla notizia della fascia da capitano spostata sul braccio di Insigne, alla luce degli infortuni di Michael Bradley e Jonathan Osorio.

L'ex Juventus avrebbe anche chiesto un aumento di stipendio (richiesta respinta dalla società) in linea con quello di Insigne, secondo solo a Shaqiri nella classifica dei giocatori più pagati del campionato a stelle e strisce, e sarebbe anche stato ripreso più volte dal club dopo aver fumato una sigaretta elettronica nella sala d'allenamento e sull'aereo della squadra.

Ad unire Bernardeschi e Insigne sarebbe però l'avversione nei confronti dell'allenatore: l'ex capitano del Napoli, lo scorso anno, avrebbe affermato che non sarebbe tornato a Toronto qualora Bob Bradley fosse rimasto al timone, salvo poi rispettare gli impegni; Il classe 1994, invece, durante la riunione tecnica di martedì avrebbe risposto al figlio del mister, Michael, con tono sarcastico.

"Certo, sei suo figlio".

A quel punto sarebbe intervenuto il centrocampista Mark-Anthony Kaye, apostrofato da Bernardeschi come "l'altro figlio" di Bob Bradley.

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