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Pasquale Foggia Reggina 2007Getty Images

La Reggina di Mazzarri: tre salvezze e il miracolo da -15

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Dal 2004 al 2007, a Reggio Calabria si sogna. Si sogna con Walter Mazzarri in panchina, si sogna con un 3-5-2 che porta a tre salvezze in altrettante stagioni. Una, però, vale la pena di essere raccontata come merita: storica, un'impresa.

Mazzarri viene dalla provincia, dalla sua Livorno, dove coi labronici riesce a strappare una promozione in A diventando un idolo: temperamento, idee, Walter è un 'Mago' (Ligabue docet) e la massima serie va a giocarsela in riva allo Stretto, nel profondo Sud, con la Sicilia di fronte.

Mazzarri Reggina

Lillo Foti consegna la Reggina a Mazzarri,nella speranza di cavalcare l'ascesa del tecnico di San Vincenzo: ebbene, il patron amaranto fa 'bingo', perchè la scelta regala emozioni e soddisfazioni.

Dal 2004 al 2006 Mazzarri centra la permanenza in Serie A, poi il capolavoro: i calabresi si ritrovano a che fare con l'incubo Calciopoli, la Spada di Damocle che tradotta in numeri vuol dire -15. Meno quindici in classifica, una penalizzazione (comminata per illecito sportivo e omessa denuncia) da scontare nella stagione 2006/2007 che costringe Reggio a sperare in un miracolo.

Una rosa di lottatori, ma di certo non 'top player': la Reggina con poche risorse si affida a Mazzarri e ai suoi ragazzi auspicando un po' di fortuna per scacciare i fantasmi di una retrocessione per molti annunciata.

David Beckham Reggina Real Madrid 2006Getty

Destino vuole che in estate gli amaranto si preparino all'annata più difficile della storia ospitando chi nel mondo ha vinto tutto, ossia il Real Madrid dei 'Galacticos': Casillas, Raul, Sergio Ramos, Beckham, Cassano e Van Nisterlooy calcano il prato del 'Granillo' in una notte da film, sotto una pioggia battente, in cui l'allora squadra di Fabio Capello vince 1-0 con goal di Raul. Un evento, per Reggio, che fa da antipasto a ciò che in pochissimi si aspettano.

Il campionato 2006/2007 della Reggina, col fardello del -15, dopo un avvio stentato comincia a prendere una piega che autorizza a sperare: al giro di boa la Corte Federale riduce la penalizzazione a -11, aumentando chances già alimentate da risultati positivi (vittoria con la Roma e vari blitz contro dirette rivali).

Positivi come il 2-0 al Milan all'ultima giornata, il Milan di Ancelotti che alza la Champions ad Atene in faccia al Liverpool vendicando Istanbul: Nicola Amoruso e Daniele Amerini fanno rima con salvezza, 'griffando' un successo che consente alla Reggina di chiudere quattordicesima a 40 punti. Aggiungendo gli 11 di penalizzazione sarebbero 51, ossia ottavo posto e qualificazione Intertoto! Il 'Granillo' e un'intera città impazziscono di gioia, missione compiuta, alla faccia di chi li dava per spacciati.

Pelizzoli, Campagnolo, Aronica, Lanzaro, Alessandro Lucarelli, Mesto e Modesto esterni, in mediana Amerini, Giacomo Tedesco e i vari Vigiani, Gazzi, Biondini e Missiroli, il colpo di gennaio (fondamentale) Pasquale Foggia. Tutti protagonisti in un 3-5-2 (talvolta 3-4-1-2) impreziosito dal tandem offensivo composto da Rolando Bianchi e Amoruso, capace di mettere insieme 35 goal in due (rispettivamente 18 e 17).

Proprio Bianchi, a 'SuperNews', non usa mezzi giri di parole per descrivere quella coppia d'oro.

"Io e Amoruso siamo stati una coppia goal europea: abbiamo realizzato il maggior numero di reti a livello europeo insieme alla coppia Messi-Ronaldinho. E’ stata un’immensa soddisfazione. Era un altro calcio, in cui gli attaccanti facevano molta più fatica a segnare rispetto ad oggi per via di una qualità superiore della fase difensiva".

Reggina 2006/2007

A fine stagione Bianchi si guadagna il Manchester City, mentre Mazzarri sposa la Samp dove si consacra definitivamente. Ma il miracolo Reggina non si dimentica, come dimostrano le sue parole in un'intervista a 'Sky'.

"Sono stati tre anni fantastici. Ho un ricordo ancora vivo. Ogni anno ha avuto un suo perché. L’ultimo anno è rimasto indelebile nella mente di tutti. Ho avuto un legame pazzesco, che ha fatto diventare la nostra un’impresa della Calabria tutta. E’ stata una soddisfazione la festa finale. Quell’anno per chi è nato a Reggio Calabria resterà indelebile".

"E’ come quando uno nuota sott’acqua.  Bisognava continuare fino all’ultima giornata, poi ci ricordiamo tutte le vicissitudini. Reggio è stata la svolta della mia carriera.  Tutta Italia ci seguiva con simpatia per quello che trasmettevamo. Una squadra che non si arrendeva mai, dunque l’allenatore ne ne ha beneficiato".

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