Trovate qualcuno che vi guardi come Ante Rebic guarda gli avversari in campo, sul rettangolo verde, prima e durante la gara. Con quel tanto che basta di cenno di sfida, ma anche tanta voglia di lasciare il segno: nel buon inizio di stagione del Milan il croato risalta ed esalta, se stesso e la formazione rossonera.
Non era semplice, ripensandoci bene. La squadra di Stefano Pioli in estate ha acquistato Olivier Giroud come alter ego di Zlatan Ibrahimovic: Rebic? Più seconda punta, esterno. Insomma: soluzione alternativa, ma pronta a far male.
Con il francese e lo svedese out, però, il peso delle responsabilità in attacco è ricaduto sull'attaccante croato, che non si è fatto abbattere, anzi: ha caricato la squadra sulle spalle e con carattere e personalità, la solita, la sta trascinando con goal e prestazioni.
La stessa personalità, per intenderci, che ha mostrato all'Allianz Stadium, al di là del goal: quando, insomma, dopo una rimessa laterale fischiata in favore della Juventus Rebic ha mostrato il proprio disappunto nei confronti di Doveri, rispondendo poi al brusio dei tifosi bianconeri presenti portando l'indice alla bocca.
Lo scontro verbale con Leonardo Bonucci è solo una dimostrazione di contorno di quanto fatto da Rebic in campo domenica sera contro la formazione di Massimiliano Allegri: non ha mai dato punti di riferimento, portandosi dietro la difesa bianconera e aprendo gli spazi.
La rete di testa, dopo uno stacco prepotente e stilisticamente da applausi, è la conferma dell'ottimo periodo di forma vissuto dall'attaccante: secondo goal in stagione dopo quello siglato ad Anfield contro il Liverpool. Il primo in Serie A.
E' entrato anche nella storia dello speciale confronto tra Juventus e Milan, diventando il primo giocatore rossonero a segnare per 3 gare di fila contro la Juve in massima serie (da quando ci sono i 3 punti a vittoria).
Il club bianconero è anche la sua seconda vittima preferita, colpita per 4 volte in 6 partite in carriera (il Torino 5): più in generale, quel che colpisce è soprattutto, come detto, il carattere messo in campo.
Quel "Calma, calma" che i tifosi della Juventus avrebbero voluto vedere da Cristiano Ronaldo, magari, nei confronti degli avversari, e che invece subiscono da Rebic, che nel frattempo fa impazzire i suoi: che aspettano Giroud e Ibra, certo, ma che sanno di poter contare su un giocatore instancabile e costante.
La certezza di Stefano Pioli, al di là delle stagioni e dei nomi: il Milan gli ha chiesto qualcosa in più. Lui ha risposto: con sguardo colmo di sfida e consapevolezza del proprio valore.




