Così è difficile per chiunque: anche perché al di là di qualche folata qua e là, il Derby di Madrid è stato quasi sempre in controllo del Real.
La formazione di Ancelotti, al momento, è una macchina quasi-perfetta: merito del solito centrocampo, inossidabile, composto da Kroos, Casemiro e Modric, merito del solito Benzema. Merito anche dell'allenatore italiano, che dal suo ritorno in Spagna ci ha messo poco a trasmettere la sua idea di calcio.
La gara del Bernabeu si sblocca al 16', quando Vinicius mette un cross arretrato "sentendo", e "fiutando", il posizionamento di Karim Benzema che con la solita (termine che fa capire la grandezza dell'attaccante) girata di destro al volo batte Oblak per l'1-0.
L'Atletico Madrid conferma tutte le difficoltà mostrate in questo avvio di stagione, al netto della qualificazione in extremis agli ottavi di Champions League: la sfida con il Real conferma il quarto posto in classifica, nel gioco (poco) e nelle idee.
Simeone prova a metterla sulla "garra" e sull'intensità, ma sbatte contro i Blancos: sbatte anche su Courtois, prima con Griezmann, poi, nel finale, con Joao Felix. Fermato dalla faccia, sì, letteralmente dalla faccia del portiere belga.
Prima, al 57', il sigillo sulla sfida fimato Marco Asensio, sempre su assist di Vinicius: le Merengues vincono 2-0, regalando la prima vittoria nel Derby di Madrid, in Liga, a Carlo Ancelotti.
E volano a +8 sul Siviglia, secondo, che guarda dal basso con una gara inmeno: la sensazione, comunque, è che una formazione così, che ha perso l'ultima volta il 3 ottobre contro l'Espanyol, sia veramente difficile da fermare.




