Arrivato all'età di 34 anni e all'ultimo anno di contratto, Thiago Mottaresta ancora uno dei pilastri del Paris Saint Germain. L'ex mediano dell'Inter è ad oggi il terzo giocatore più utilizzato da Unai Emery ed ora riflette sul proprio futuro.
Intervistato in esclusiva da Goal, Thiago Motta si mostra felice del minutaggio che sta avendo: "Sono contento di essere ancora in grado di aiutare la squadra. La stagione non è ancora finita, spero di continuare così. Dobbiamo concluderla bene perchè abbiamo obiettivi molto importanti e sappiamo che giocare nel PSG richiede ambizione. Sono qui per vincere titoli e voglio farlo anche quest'anno".
Lo scontro diretto contro il Monaco è in programma domenica: "E' una partita molto importante, giochiamo in casa, abbiamo spesso sofferto contro di loro ma non è decisiva. Dobbiamo vincere perchè siamo in grado di prenderci questi tre punti. Se ce la facciamo diamo un bel colpo all'avversario, ma non è comunque decisiva. Se mi immaginavo di restare a lungo a Parigi? E' un grande vantaggio per me, ho sempre voluto aiutare il club a crescere. Se sono ancora qui significa che ho fatto bene il mio lavoro, ma ciò che mi interessa è finire bene la stagione".
In qualità di vice capitano Thiago Motta è ancora molto importante nel gruppo parigino: "Sono qui da 5 anni, siamo riusciti a creare un ottimo gruppo sia dentro che fuori dal campo. Ci sono giocatori arrivati quasi nello stesso momento, è normale che prendono più spazio. Ognuno ha le sue responsabilità nello spogliatoio. Balzaretti ha parlato bene di me? Lo ringarzio molto, è vero che non mi piace parlare molto, ma a volte ne ho bisogno. Ci sono momenti in cui voglio trasmettere certe cose al gruppo e non sempre arriva".
L'importanza della vecchia guardia viene sottolineata dall'ex Inter: "I nuovi devono capire che il PSG ha obiettivi di altissimo livello. Abbiamo grandi giocatori ed i nuovi devono sentire che noi li aiutiamo ad integrarsi, perchè abbiamo bisogno di loro".
Thiago Motta non ha dubbi, la Ligue 1 si sta rinforzando con i nuovi arrivi: "Sicuramente è più competitivo, speriamo che il livello aumenti ancora. E' bello anche per i giornalisti. Mi piace guardare anche gli altri campionati quando sono a casa".

Il centrocampista non pensa a quando smetterà di giocare: "Sinceramente io continua a pensare da giocatore. Fisicamente sto bene, finirò questa stagione e poi vedremo. Ho preso quello che c'era di buono da ogni club in cui sono stato. Per restare a questi livelli così tanto tempo non ci sono segreti: ascolta, impara, lavora. Cerco di passare questo messaggio anche agli altri, non ho bisogno di diventare un allenatore per capirlo".
Thiago Motta spende alcune parole di elogio nei confronti di Gasperini, suo ex allenatore: "Sono arrivato in Italia in un momento delicato della mia carriera perchè ero stato infortunato per un anno. Ho pensato a lungo prima di lasciare Barcellona. Arrivavo al Genoa, un club molto meno blasonato ma con un allenatore, Gasperini, che mi ha aiutato molto. E' stato il periodo in cui ho imparato di più nella mia carriera. Sono migliorato molto, ho capito alcuni piccoli dettagli che mi hanno migliorato molto. Gasperini mi ha datto molta fiducia, ha sempre creduto in me, è stato un privilegio per me essere un suo giocatore".
L'ex nerazzurro ripercorre le varie fasi della sua carriera: "Al Barcellona c'era una filosofia di gioco che mi ha colpito. Prima del campionato non abbiamo fatto lavoro fisico, era tutto con la palla, da lì ho imparato che la palla era la cosa più importante. Puoi fare tre ore di lavoro fisico ma nulla può sostituire la palla. In Italia invece ho fatto progressi principalmente dal punto di vista difensivo. In Francia invece ho capito l'importanza della velocità, anche se non fa molto parte del mio gioco (ride, ndr). Cerco di compensare con la mente, provando a capire l'azione prima degli altri".
Uno dei primi allenatori di Barcellona, Quique Costas, ha svelato il segreto della longevità di Thiago Motta: "Il mio stile di vita? E' molto importante, il calcio va oltre il campo. Ogni giocatore deve pensare a quello che fa fuori dal campo. Ho sempre cercato di capire quello che il corpo mi chiedeva, ora a 34 anni ho ancora lo stesso piacere nel giocare. Molti giovani non lo capiscono, nel nostro spogliatoio ci sono persone che sono cresciute lì dentro ma sono ancora lì. Devi solo capire come raggiungere il campo in perfette condizioni".


