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Italy NT bus around Rome Euro 2020 12072021Getty Images

Polemica sul bus scoperto tra prefetto e FIGC: "Non autorizzato", "Scelta condivisa"

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Scoppia la polemica intorno alla sfilata della Nazionale fresca Campione d'Europa per le strade di Roma. Il prefetto della Capitale, intervistato dal 'Corriere della Sera', infatti ribadisce come l'evento non avesse ricevuto l'autorizzazione delle autorità, anzi fosse stato espressamente vietato.

Matteo Piantedosi racconta quanto successo nelle ore precedenti, quando la FIGC ha avanzato ufficialmente la richiesta senza però ricevere il via libera.

"Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria dell’Italia agli Europei sull’autobus scoperto, ma i patti non sono stati rispettati. Venerdì scorso abbiamo convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza. Io avevo concordato la linea con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con il capo della polizia Lamberto Giannini. La riunione era proprio per decidere che cosa fare e per questo abbiamo coinvolto direttamente anche la FIGC, che chiedeva di consentire agli atleti della Nazionale di fare un giro per Roma su un autobus scoperto, ma è stato spiegato chiaramente che non era possibile. Abbiamo detto che non potevamo autorizzarli".

Alla base del divieto, ovviamente, il tentativo di evitare assembramenti sempre pericolosi in tempo di pandemia. Un divieto che evidentemente non è stato rispettato. Ma perchè?

"Mi risulta che Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile. La complessità e la delicatezza è testimoniata dalle immagini da cui si può vedere che praticamente solo le forze di polizia indossavano la mascherina. Tutto quello che è successo ci ha profondamente amareggiati; da un anno a questa parte, anche nei periodi più difficili, a Roma abbiamo sempre cercato di applicare le misure anti-covid stimolando la collaborazione dei cittadini e delle categorie produttive piuttosto che imporre misure draconiane”.

La FIGC avrebbe insistentemente richiesto l'utilizzo del pullman scoperto, ricevendo però sempre un secco divieto mentre il prefetto aveva concesso di montare una pedana a Piazza del Popolo da dove gli Azzurri avrebbero potuto salutare i tifosi. Una volta davanti al Quirinale però le pressioni dei giocatori e la quantità di persone per strada hanno di fatto imposto alle autorità di concedere la sfilata.

"Hanno sostenuto che c’era comunque già molta folla per le strade ed era forte intenzione dei calciatori di proseguire i festeggiamenti con l’effettuazione di un giro su un autobus scoperto”, racconta ancora il prefetto che spiega come a quel punto vietare la sfilata fosse impossibile perché"c’erano migliaia di persone in attesa del giro in autobus, vietarlo avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico”.

Una versione non confermata dalla FIGC, che tramite un comunicato assicura di aver invece ottenuto l'ok delle istituzioni per la sfilata sul pullman scoperto.

"Non è nostra intenzione alimentare ulteriori polemiche, perché non vogliamo trasformare un momento di gioia nazionale in un argomento di divisione. Abbiamo sempre lavorato per l’unità e continueremo a farlo, sottolineando però come la Federazione sia sempre stata responsabile, ma soprattutto rispettosa delle istituzioni e dei tifosi italiani”.

In particolare, dopo l'arrivo al Quirinale, la Federcalcio avrebbe nuovamente chiesto l'utilizzo del bus scoperto. E una volta raggiunto Palazzo Chigi con grandi difficoltà a causa delle migliaia di persone per strada, anche le autorità avrebbero condiviso l'esigenza di fare percorrere un breve tragitto alla squadra in mezzo ai tifosi "nell’ottica di tutela dell’incolumità dei calciatori e per non deludere le migliaia di persone che si erano già riversate nel centro della Capitale nelle ore precedenti a questo incontro". Nessuna forzatura, insomma.

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