Paul Pogba dovrà pazientare sino all'inizio del 2023 prima di tornare a vestire la maglia della Juventus in una gara ufficiale a distanza ormai di sei anni.
L'infortunio al menisco che ha colpito il francese lo ha costretto prima a cinque settimane di terapia conservativa, a cui ha fatto seguito un'operazione di meniscectomia che lo costringerà a uno stop prolungato di circa due mesi.
L'ex centrocampista del Manchester United, tornato a Torino in estate, ha parlato ai microfoni di 'GQ', auspicando un pronto rientro in campo.
"Ai tifosi prometto che lavorerò duro per tornare in campo il prima possibile, e per aiutare la squadra a raggiungere le vittorie che merita".
Il ritorno alla Juventus è stata una scelta dettata dal grande legame che l'ha sempre legato ai colori bianconeri.
"A me piace pensare e dire che è il mio cuore che ha fatto la scelta. Era anche forse il momento giusto per tornare qua. Gli ultimi tre anni a Manchester, condizionati anche dagli infortuni, non sono andati come volevo".
Ho pensato che se a questo aggiungevamo il fatto che anche la Juve arriva da due anni in cui non ha vinto lo Scudetto, era una bella sfida per entrambi. Era il momento giusto per ritrovarci e per tornare a vincere".
Il rapporto con Massimiliano Allegri.
"Ho sempre avuto un rapporto molto forte con il mister. Lui mi conosce e mi ha sempre spinto quando eravamo qua insieme. Anche quando ero a Manchester siamo rimasti in contatto e abbiamo parlato molto".
Il legame con i tifosi.
"Ho sempre sentito l’amore di questi tifosi, questa è la verità. Non ne ho mai sentito uno così grande, neanche al Manchester. Io voglio giocare sempre e voglio dare il massimo. Dentro di me so che questa maglia è speciale, tira fuori il mio meglio. Non ho mai avuto dubbi che questo fosse il mio posto".
Il passaggio dalla Premier League alla Serie A.
"Per me il campionato italiano è sempre stato uno fra i più difficili. Vincere in Italia è sempre una sfida proibitiva per tutti, e lo è ancora di più per la Juve da cui ci si aspetta sempre il massimo.
"In Premier League in questo momento ci sono potenzialità economiche senza pari, penso che sia questa la vera differenza. Ma se devo restare al calcio giocato, quello italiano è sempre stato per me uno dei migliori nel mondo. Non c’è molta differenza fra giocare nel Manchester United e nella Juventus; quando sei in un grande club, sei in un grande club. E la Juve lo è sempre stato, il più grande d’Italia".


