Tegola sulla stagione del Chievo, che è stato sanzionato con 3 punti di penalizzazione - da scontare nell'attuale campionato - al termine del processo per il caso plusvalenze fittizie davanti al Tribunale Federale Nazionale.
Per il club gialloblù si è trattato di un processo bis, dopo l'improcedibilità dichiarata in estate per la mancata audizione del presidente Campedelli. E anche il numero uno clivense non esce indenne: per lui scatta un'inibizione di 3 mesi.
Ecco il comunicato del TFN col dispositivo della sentenza: "Il Tribunale Federale Nazionale - Sez. Disciplinare, riuniti i deferimenti in epigrafe:
• Dichiara non doversi procedere nei confronti della Società AC Cesena Spa per intervenuta revoca dell’affiliazione;
• Accoglie il deferimento nei confronti dei Signori Campedelli Luca, Campedelli Piero, Campedelli Giuseppe, Cordioli Michele, Cordioli Antonio, Aldini Guido e Mariotti Samuele, nonché della Società AC Chievo Verona Srl con l’irrogazione delle seguenti sanzioni: - Campedelli Luca, mesi 3 (tre) di inibizione; - Campedelli Piero, mesi 1 (uno) e giorni 15 (quindici) di inibizione; - Campedelli Giuseppe, mesi 1 (uno) e giorni 15 (quindici) di inibizione; - Cordioli Michele, mesi 1 (uno) e giorni 15 (quindici) di inibizione; - Cordioli Antonio, mesi 1 (uno) e giorni 15 (quindici) di inibizione; - AC Chievo Verona Srl, € 200.000,00 (Euro duecentomila/00) di ammenda e punti 3 (tre) di penalizzazione in classifica da scontare nella stagione sportiva in corso; - Aldini Guido, mesi 1 (uno) e giorni 15 (quindici) di inibizione; - Mariotti Samuele, mesi 1 (uno) e giorni 15 (quindici) di inibizione".
La Procura della Figc, guidata da Giuseppe Pecoraro, aveva ribadito la richiesta di condanna fatta già qualche mese fa: 15 punti di penalizzazione e 36 mesi di inibizione per Campedelli. La sanzione irrogata alla fine è stata molto più mite, tale da non compromettere in maniera irreversibile l'annata dei 'Mussi'.
L'accusa per la quale il Chievo partirà da -3 nella stagione 2018/19 è quella di illecito amministrativo riguardo al triennio 2014-2017: plusvalenze 'gonfiate' per le quali il Crotone aveva chiesto a gran voce che fosse irrogata una pena 'afflittiva', ovvero riferita alla scorsa stagione, consentendo in tal modo la salvezza dei calabresi. Niente da fare per i pitagorici: i gialloblù - pur condannati - salvano comunque la categoria.
Ma presenteranno comunque ricorso: "Siamo stupiti e contrariati dall'esito della sentenza - le parole di Marco De Luca, legale del Chievo. riportate dal 'Corriere dello Sport' - Siamo fermamente convinti, oggi più che mai, che la società abbia sempre agito con correttezza e trasparenza, e che le indagini della procura non siano state fatte correttamente. Riteniamo perciò che il Chievo Verona non meriti questa ridotta penalizzazione, frutto peraltro, con tutta evidenza, della consapevolezza, da parte del Tribunale, della debolezza della tesi accusatoria".
"Ricorreremo in appello, fiduciosi che la giustizia sportiva saprà alla fine riconoscere le nostre ragioni - fa sapere l'avvocato del club veneto - Riteniamo il deferimento nei confronti del Chievo Verona nullo per le ragioni già espresse in udienza e segnatamente perché l'unico soggetto legittimato a firmare il relativo atto sarebbe stato il procuratore Giuseppe Pecoraro che invece non lo ha fatto né ha dedotto alcun impedimento come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva".
