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Pirlo non dimentica la Juventus: "Se tornerei? Certo, se ti chiama un top club..."

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Andrea Pirlo, ormai, in Turchia si sente a casa. Intanto perché è nella squadra degli italiani, il Fatih Karagümrük. E poi perché, dopo un avvio così così, i risultati hanno cominciato ad arrivare. Anche se, come spiega il tecnico bresciano in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport', la permanenza non è di sicuro un fatto automatico.

"I dirigenti mi hanno già offerto il rinnovo, ma è meglio parlarne a fine stagione - dice - M’importa crescere nel posto giusto, con programmi adeguati. Il resto viene di conseguenza".

E poi si parla di Juventus. Ovvero la squadra che per prima, nel 2020, ha deciso di puntare su Pirlo. Come sono i rapporti col club bianconero, che lo ha esonerato un anno più tardi?

"Buoni. Sento alcuni dei dirigenti rimasti e ho anche visto Andrea Agnelli. Resta la stima reciproca, un altro conto è se sono cambiati i programmi".

Ma Pirlo tornerebbe, se la Juventus gli concedesse una seconda chance?

"Certo. Se ti chiama un top club come la Juve...".

Recriminazioni dopo il divorzio? Di nuovo, Pirlo risponde in maniera placida e filosofica.

"Decidono i risultati".

E il Milan, dove è rimasto un decennio da calciatore? Alle porte c'è il doppio quarto di finale di Champions League contro il Napoli.

"Il Karagümrük gioca con i colori rossoneri. Spero che porti la stessa fortuna. Ora devo impegnarmi per meritarmi una chiamata da una società di vertice. Ora non ci penso".
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