A circa 20 giorni dalla conquista dello Scudetto, Stefano Pioli tira le somme. Se il Milan è tornato sul tetto del campionato, i meriti partono da ben più lontano rispetto a quanto visto negli ultimi mesi.
Il tecnico, a 'The Athletic', prova a ripercorrere la rinascita del Diavolo.
"La linea che il club voleva seguire era chiara. Sono stato informato. Il club è stato fermo. Il lavoro che stavamo svolgendo ha ricevuto molto sostegno. Quando si lavora con molti giovani giocatori, c'è bisogno di tempo. Hai bisogno di fiducia. Il club ce l'ha data".
"La dirigenza non mi ha dato solo giovani giocatori. Mi hanno dato dei buoni giocatori giovani con tante qualità. Inoltre, ho lavorato con giocatori di grande livello, come Olivier Giroud, come Zlatan, come Kjaer, come Alessandro Florenzi e Mike Maignan che avevano già molta esperienza, esperienza in nazionale, esperienza di lotta per il titolo. Sono stati un punto di riferimento per me e per i giovani giocatori".
La stagione appena andata in archivio, ha visto il Milan sbaragliare la concorrenza di Inter e Napoli mettendo le mani sul tricolore.
"Il momento chiave è stato quando ci siamo ritrovati per la prima volta a Milanello. Era il 6 luglio dell'anno scorso. Abbiamo parlato dei nostri obiettivi. Dovevamo puntare in alto. Non ci saremmo accontentati di un altro secondo posto perché ci eravamo già passati. È stato un momento importante perché ho visto nei miei giocatori la consapevolezza di quanto fossero bravi: positività, fiducia. Questo tipo di sensazioni sono molto importanti per un allenatore all'inizio di una nuova stagione".
Sui momenti cardine della volata Scudetto, Pioli non ha dubbi.
"Ci abbiamo sempre creduto. Secondo me ci sono due partite da cui dipendeva il titolo. La rimonta nel derby. Questo è sicuro, altrimenti il distacco dall'Inter avrebbe reso difficile il recupero del primo posto. L'altra è stata la vittoria all'ultimo minuto a Roma contro la Lazio, arrivata dopo il ko dell'Inter nella semifinale di Coppa nel turno infrasettimanale".
"Questi momenti ci hanno dato ancora più fiducia, la sensazione di potercela fare. Vincere poi le ultime sei partite, quando avevamo chiaramente il cammino più difficile tra le pretendenti al titolo, ha dimostrato la capacità e la forza mentale dei miei giocatori".


