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Piccini SportingGetty Images

Piccini, il cuore viola che sfida la Juventus: "A Torino per vincere"

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Un cuore viola che sfida la Juventus. Ma domani, più che tifoso della Fiorentina, Cristiano Piccini sarà a tutti gli effetti un giocatore dello Sporting. E proverà, lui che a Firenze non ha sfondato, a fare uno scherzetto all'odiata Signora.

Un appuntamento doppiamente sentito per Piccini, nato e proprio nel capoluogo toscano e cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Fiorentina. A farlo esordire in Serie A è Sinisa Mihajlovic il 5 dicembre 2010: appena 11 minuti più recupero contro il Cagliari (1-0). Gli unici, ahilui, con la maglia della squadra del cuore.

Gli anni successivi sono tutto un peregrinare nelle categorie inferiori: Carrarese prima, Spezia poi. Sempre in prestito. Il Livorno gli dà la chance che Cristiano attendeva, riportandolo in A nel 2013 e consentendogli di scendere in campo in una ventina di occasioni, facendosi notare dal calcio europeo.

Piccini Fiorentina

A prenderlo nel 2014 è il Betis, prima in prestito e poi a titolo definitivo: tre stagioni in Andalusia, buone prestazioni e la chiamata estiva dello Sporting. Con la possibilità di ascoltare per la prima volta in carriera l'inno della Champions League: "Un sogno", dice lui, comprensibilmente.

Non è un caso che seduto accanto all'allenatore Jorge Jesus, nella conferenza stampa di vigilia del match di Torino, ci sia proprio Piccini. "Veniamo qui per vincere - dice - abbiamo la responsabilità di provarci, perché rappresentiamo tre milioni e mezzo di tifosi. Dobbiamo mettere in pratica le cose che abbiamo provato in allenamento".

Sarà dunque lui a contrastare Mandzukic, dopo aver già assaporato l'ebbrezza di contrapporsi al Barcellona. L'italiano che torna in Italia da avversario. Il calciatore tifoso che domani avrà un motivo in più - come se ce ne fosse il bisogno, considerando che il contesto si chiama Champions League - per lasciar tutto in campo.

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