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Calhanoglu Castillejo - MilanGetty

Perché il Milan è crollato nel secondo tempo del Derby: calo fisico e vecchie paure

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Quello visto nel Derby domenica sera è stato un Milan versione Dr Jekyll e Mr Hyde. Dopo un primo tempo praticamente perfetto in cui i rossoneri hanno letteralmente dominato l'Inter, nella ripresa gli uomini di Pioli sono sembrati molli, abulici, imprecisi e poco cattivi. In una parola spenti, come se qualcuno durante l'intervallo avesse staccato la corrente e nessuno riuscisse più a trovare il tasto per riaccenderla.

La domanda del giorno dopo quindi tra i tifosi rossoneri è solo una: cosa è succeso in quei quindici minuti tra il primo ed il secondo tempo? Perché il Milan ha improvvisamente smesso di giocare lasciando campo all'Inter?

A cercare di rispondere subito dopo la partita è stato Zlatan Ibrahimovic, uno dei pochi a salvarsi pure nella ripresa e che poco prima del 90' ha sfiorato il goal del 2-2 colpendo il palo di testa da pochi centimetri.

"Nel primo tempo siamo stati perfetti. All'intervallo ci siamo detti di continuare così e di stare attenti ai primi 15 minuti. Purtroppo poi abbiamo preso due goal nei primi 15 minuti e da lì in poi abbiamo perso fiducia in quello che avevamo fatto nel primo tempo, cioè tenere palla, fare pressing alto e giocare con grandi motivazioni". 

Motivazioni, ecco. Oltre ad un evidente calo fisico soprattutto a centrocampo, dove Bennacer e Kessié sono stati travolti da Brozovic, Vecino e un super Barella, il Milan dopo aver incassato il primo goal è sembrato ripiombare nelle vecchie paure pre-Ibra.

La squadra così è pericolosamente arretrata abbassando troppo il baricentro e lasciando campo alle sfuriate dell'Inter, che una volta trovato subito il pareggio ha capito come l'avversario fosse ormai alle corde.

Così è arrivato il colpo del ko di De Vrij, colpevolmente lasciato libero su corner. Pioli dalla panchina ha cercato di metterci una pezza ma gli innesti di Bonaventura e Rafael Leao non hanno dato i frutti sperati, anzi.

Il tutto mentre Conte poteva inserire Eriksen e Moses, entrambi protagonisti nel finale: il primo con una punizione gioiello dai trentacinque metri che ha colpito in pieno la traversa, mentre il secondo ha messo sulla testa di Lukaku il goal del definitivo 4-2. La differenza tra Inter e Milan, oggi, passa anche da qui.

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